Prosegue il lavoro delle azzurre allo Stelvio

E’ arrivato Livio. Si sente e si vede. Come una scossa, come un terremoto, come un flutto gigante. Il coach orobico sta facendo in seno al team azzurro una piccola rivoluzione: cambiamento di mentalità e crescita della mole di lavoro. Cura dei dettagli, entusiasmo, tutto dettato da una voglia di riscatto. Livio è allenatore, ma anche piscologo.

MAGONI STYLE – Da quando ha preso in mano le azzurre lo ha sempre ripetuto: «Lavorare, lavorare, lavorare. E soprattutto rendersi conto di poter tornare competitive, di non mollare, di dimostrare il proprio valore. Preparazione atletica e sci, primavera ed estate fondamentali per essere competitivi di inverno». E’ vero, alle nostre ragazze serviva un cambio di marcia, di rotta. Lo ha detto anche il dt Raimund Plancker, con una precisione importante: «A volte bisogna cambiare, anche se non vuol dire che quello che c’era prima non valeva. Anzi, ho tanta stima per gli allenatori che sono andati via, ma urgeva una piccola rivoluzione per guardare avanti e trovare nuovi stimoli». E Con Livio Magoni e Ruggero Muzzarelli gli stimoli ci sono, eccome.

LAVORO POLIEDRICO – Anche allo Stelvio lavoro ‘a tutta’. Mattino sugli sci, sul Geister: «Dobbiamo sciare sul facile, abituarci ad andar fortre su queste pendenze dolci. E anche su questi terreni che si può fare la differenza. Slalom per Michela Azzola, Chiara Costazza, Marta Benzoni e Sarah Pardeller, poi gigante con Federica Brignone, Nadia Fanchini, Lisa Agerer, Sofia Goggia, Elena Curtoni. Campo libero e riabilitativo per Sabrina Fanchini e Johanna Schnarf. E al pomeriggio? Ancora sulla neve per fare  telemark e poi palestra». Insomma, è arrivato il momento di darci dentro.