Roda il generale, Ravetto il predicatore, Paniz il professore, Vismara il taciturno: in quattro per la presidenza FISI

Domani il grande giorno con le elezioni FISI

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Ci siamo. Domani a Milano le elezioni del presidente FISI e del consiglio federale. Flavio Roda sarà sfidato da Maurizio Paniz, Franco Vismara e da Claudio Ravetto. Sarà battaglia fino all’ultimo voto, fino all’ultima delega. Domani sarà un’arena l’assemblea, una lotta per eleggere il presidente della federazione italiana sport invernali per il prossimo quadriennio olimpico.

RODAFlavio Roda, che per vincere al primo turno dovrà prendere il 55% dei voti più uno dal momento che è al terzo mandato, si è sempre detto sereno. E’ il favorito e rimane tale. Di lui si può dire tutto e il contrario di tutto, ma ci sono delle certezze che hanno convinto molti scettici della prima ora a sostenerlo oggi e a farlo a spada tratta. Il bolognese è un sempre presente, conosce la macchina federale a memoria, siede in giunta CONI, ha messo la faccia in prima persona con i main sponsor, ha messo a posto i conti. Per dirla come uno dei candidati consiglieri più dinamici in campagna Stefano Longo «la FISI ha acquisito all’esterno rispetto e considerazione». Per contro Roda, nonostante i successi olimpici con Sofia Goggia in prima linea e in Coppa del Mondo, potrebbe pagare un settore maschile in difficoltà.

RAVETTO – Claudio Ravetto è il suo antagonista principale. Anche se Maurizio Paniz ogni giorno che passa sembra essere la vera alternativa a Roda, Ravetto ha fatto una campagna elettorale diversa da tutti. Una campagna affidata ai social network, dura, piena di bordate. Toni pesanti contro la federazione, attacchi contro il sistema dei comitati ritenuto vecchio e frenante per innovazione e sviluppo. Ravetto, fuori dalla federazione ma sempre addentro per aver creato un sottobosco di informatori (o spie, dipende dai punti di vista), punterà in assemblea al discorso cercando colpi di scena puntando sugli incerti dell’ultim’ora. Sa parlare, sa scaldare gli animi. Dalla sua c’è una stima oggettiva della stragrande maggioranza dei delegati per essere stato un allenatore per l’alto livello di primissimo piano, per contro la base contesta severamente il fatto di parlare dei giovani solo oggi, mentre di essere stato silente e aver fatto spallucce quando era direttore tecnico fregandosene del movimento.

PANIZ- Maurizio Paniz si è candidato all’ultimo momento. Dalla sua c’è un curriculum di prestigio: avvocato penalista di grido, è stato un parlamentare vicino a Silvio Berlusconi. Si presenta bene, parla bene, non cerca lo scontro ma è un candidato dialogante, accomodante. Tuttavia dal punto di vista programmatico si è limitato essenzialmente solo a invocare la base, un accenno al popolo dello sci che può lasciare il tempo che trova. Certo, in Veneto controllerebbe il 30% del consenso (le realtà più solide come Drusciè, Cortina e 18 sarebbero comunque pro Roda), e anche in Lombardia sta prendendo breccia in queste ore, come ci ha comunicato la presidente Olga Zambaiti del Radici che ha apprezzato la volontà di essersi messo in gioco per la FISI. E la Lombardia? Il presidente del Comitato Alpi Centrali Franco Zecchini ha fatto un gran lavoro per compattare il comitato per Roda. Ma rimane il forte punto interrogativo di Goggi (votano Vismara?) Lecco (difficile da decifrare chi sosterrà), Radici (direzione Paniz). Il Centro Sud, eccezion fatta di alcune realtà, sosterrebbe in massa Roda. E il Piemonte? Sembra il più spaccato. Il biellese è dalla parte di Ravetto, che ha pacchetti di voti anche in provincia di Torino. Situazione magmatica in AOC, qua Ravetto ha preso decisamente piede. Valle d’Aosta? Trentino? Alto Adige? Hanno dichiarato di sostenere l’attuale presidente. Vedremo nel segreto dell’urna. Dicevamo di Roda il re, Ravetto il predicatore, Paniz il professore.

VISMARA – E poi c’è Franco Vismara, il taciturno. Presenze ridotte al minimo in campagna elettorale, pochi discorsi. Come Paniz cerca di spostare l’accento sui club invece che sulla federazione centrale. Per chi dissente la FISI di oggi può essere un candidato da prendere in considerazione. Paga agli occhi di tutti la chiusura degli impianti di Caspoggio che erano una base essenziale in Italia per la velocità e poteva essere proprio un centro di allenamento federale.