Rigamonti, San Sicario: «A Kåbdalis 12 giorni di training di livello. Esperienza assai costruttiva»

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Gli allenamenti con il buio, le albe, i tramonti. Le traiettorie nei pali, le curve in campo libero. Il video nelle casette, le rifiniture di atletica. Un training efficace, di livello, costruttivo, ma con la tristezza nel cuore per la prematura scomparsa di Matilde Lorenzi che era conosciuta eccome dai ragazzi. Studiava e si allenava Mati con qualcuna delle ragazze del San Sicario infatti. Così per tutto il periodo, il team juniores della formazione diretta da Oriano Rigamonti ha sciato con la fascia nera al braccio e, soprattutto, vivendo nel silenzio ogni momento fuori dallo sport. Dodici giorni a tutta per lo sci club San Sicario, che per il sesto anno ha raggiunto le nevi svedesi di Kåbdalis  per uno stage autunnale. «Gigante e slalom, allenamento davvero efficace. E oltre alla qualità devo dire che qua i ragazzi respirano sempre aria di alto livello, di agonismo puro. Non solo per la presenza di grandi firme della Coppa del Mondo come la svizzera di Mateo Joris, ma anche perché gli atleti si allenano, risposano e si alimentano nella massima professionalità in giornate scandite dal lavoro. Anche se quest’anno con la tragedia di Matilde nel cuore…una ragazza che conoscevamo bene per davvero», chiosa il dt Rigamonti.

Per la società valsusina  presenti con Ori anche i tecnici Matteo Cadei e Giacomo Frigiolini. E poi aggregati anche il gruppo Coppa Europa del Giappone con il suo staff, l’atleta del Livata Edoardo Lallini con il tecnico Giacomo Mariotti e poi Matteo Passino del Cimone Ski Team. «Atleti aggregati e con anche i diversi coach, così il lavoro in pista era sicuramente più efficiente e il confronto tecnico con gli altri atleti non del nostro club proprio ottimale. C’è stata una grande collaborazione fra di noi, come anche con il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle. Un ottimo lavoro grazie anche agli impiantisti scandinavi che aprivano seggiovia e gli ski-lift sulle esigenze nostre e degli sci club presenti. Davvero una piccola stazione votata all’agonismo di alto livello. Sono sicuramente da ringraziare».

 

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