Razzoli: 'Cosi' e' dura recuperare…'

Pubblicato il:

Sochi 2014 Live – Moelgg: 'Ero troppo preciso'

Giuliano Razzoli è deluso. E’ il campione olimpico in carica e ci mette più di ogni altro a uscire dal parterre. Le televisioni, poi i giornalisti, esce per ultimo dalla finish area per raggiungere il ‘team hospitality’. Sedicesimo a 1.80, speravamo di più, viste anche le ultime giornate di allenamento. Non ha fatto errori grossolani, la sua azione però non è mai stata incisiva. Una prova da manuale, da libro dello sci, ma con poca veemenza.

ECCO RAZZO – Eccolo il ‘Razzo di Minozzo’, che anche in questo angolo di Russia meridionale è seguito da un piccolo gruppo di tifosi. «Non sono contento, le ho provate tutte ma non sono riuscito ad essere efficace. Facevo una gran fatica in ingresso curva, ero spesso sotto il palo. Ci voleva mezzo secondo in meno, peccato anche per un errorino fatto prima del pianetto che mi ha fatto perdere tempo prezioso».

MOELGG AL PARTERRE – Manfred Moelgg è ‘nero’ dopo la prima manche: «Ho fatto fatica a trovare il ritmo ideale, ero anche quasi troppo preciso di linea. Non sono riuscito insomma a fare velocità». Chiude dodicesimo a 1.68, anche se prima di ogni giudizio c’è da aspettare la seconda manche. Il ladino di Mareo è distante da i primi, ma la gara si può sempre fare. «Non sarà facile, ma il recupero è l’unica cosa che mi rimanere per avere qualche possibilità»

Ultime notizie

Luca Agazzi verso le discipline tecniche dell’Italdonne

Una delle prime certezze di questa primavera, è stato il cambio dello staff di...

Anna Trocker: piedi e talento. Le prime gioie e ampi margini

La stagione è finita sulle Dolomiti. Gran parte degli impianti di risalita sono chiusi...

Kranjec e Zubcic scelgono Nordica

Il gigantista sloveno Žan Kranjec approda a Nordica che porterà di nuovo il Dobermann...

Nello staff di Apex2100 anche Edoardo Vettore

C’è un altro tecnico italiano che vira verso la Francia e più precisamente all’Apex...

Altro dal mondo neve

Nagano 1998. Deborah Compagnoni, oro infinito. Il terzo di una leggendaria carriera

Agento nel sole, oro nella bufera. Magari cantando sotto la pioggia, come amava fare...

Deborah Compagnoni, lampo azzurro ad Albertville 1992. Gioia in superG prima delle lacrime

In Savoia, nel febbraio del 1992, per il suo esordio olimpico, Deborah Compagnoni, 21...

Calgary 1988, sei centesimi per fermare il Festival di Sanremo. Tomba e il bis in slalom

Una data iconica, il 27 febbraio. Anche e soprattutto per due campioni emiliani provenienti...