FRANCESCHETTI Pietro, PACI Guido

Pietro Franceschetti è nato il 30 aprile 1993 e vive a Bolbeno (TN). Già atleta della squadra nazionale e del gruppo sportivo Fiamme Oro, è tesserato per lo Sporting Madonna di Campiglio per l’inverno 2018.

Una stagione sottotono e non hai mollato, cosa ti ha spinto a continuare?
«Non volevo lasciare l’agonismo dopo un inverno in cui non sono riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati. La passione e l’entusiasmo non mancano, voglio provare a lottare ancora una volta per emergere in Coppa Europa».

Sei tornato allo Sporting Campiglio insieme a Guido Paci, come mai?
«In primavera le Fiamme Oro mi hanno detto che non sarei più rientrato nei loro piani, nel frattempo sapevo del ritorno di Guido Paci e così ci siamo confrontati e siamo partiti con questa nuova avventura. In estate siamo stati in Nuova Zelanda e in Australia per fare allenamento: una trasferta efficace, in slalom sono riuscito ad abbassare i punti».

Cosa ne pensi dei gruppi sportivi sempre più rivolti agli Junior anziché ai Senior?
«Non capisco questa linea, loro dovrebbero dare una mano ai più vecchi a ritornare in squadra nazionale o comunque aiutare chi ha ancora voglia di fare risultati, siamo sempre più soli».
Si parla tanto di Senior, una categoria che ormai vive solo attraverso i portafogli delle famiglie. Non è frustrante?
«No, ma è sempre più dura. Siamo fuori dal sistema, sembra che insistere dia fastidio. Ma noi siamo pronti a combattere ancora, sicuri di poter dimostrare il nostro valore».

Cosa ti aspetti dall’inverno agonistico?
«Voglio lasciare il segno nelle prime FIS e guadagnarmi la convocazione per i giganti di Coppa Europa. Non sarà facile, la concorrenza è spietata e ci sono giovani che spingono. Ma ci credo e la testa mi convince a provarci ancora, a volte conta più questo delle gambe».

Sei vecchio anche per il Gran Premio Italia…
«Questo circuito non può basarsi solo sui primi due anni di categoria e poi dovrebbe tenere in considerazione le discipline, non solo l’assoluta. Non dico di premiare i più validi con la squadra nazionale, ma almeno con il posto in Coppa Europa per l’anno a venire. Purtroppo il regolamento è un altro, ma per quel che mi riguarda accendono maggiormente il fuoco che ho dentro».

Articolo tratto da Race ski magazine 146 di novembre 2017. Se vuoi acquistare la copia o abbonarti visita il nostro sito.

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