Milano Ski Team, Fontanella: «Cambiare mentalità sullo sci junior. Le Olimpiadi? Non sembrano alla portata di tutti»

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Ottavo anno di attività per il Milano Ski Team, la realtà diretta da Andrea Fontanella e Davide Orsini. Numeri in aumento, grazie anche ai progetti Snow e Ski che coinvolgono chi si avvicina alla realtà dell’agonismo e a conti fatti portano ad accrescere il numero dello sci club tradizionale. «La nostra base è Chiesa Valmalenco, sicuramente comoda per le aree di Milano, e anche Varese in seconda battuta, dove raccogliamo i nostri ragazzi. Abbiamo sempre organizzato le trasferte sulla base di assecondare esigenze e tempistiche dei cittadini, anche per questo stiamo crescendo e siamo riconosciuti come un club di cittadini votati all’agonismo. Stiamo sfondando la tripla cifra di tesserati».

Lo staff è composto da Gaia Pozzi, Andrea d’Incà, Erika Pozzo e Carlotta Della Nave circa i progetti per l’avviamento. Poi Riccardo Schenetti, e Camilla Mazzoleni nei Pulcini. Con Davide Orsini e il nuovo innesto Margherita Beltarme mi occupo dei Children e Riccardo Albonico si prende cura dei Giovani», fa sapere Andrea Fontanella. Un tema particolarmente dibattuto oggi è la categoria Junior. Il dt del Milano Ski Team ha le idee chiare: «Viviamo la fine degli Allievi come un linea che divide due mondi diversi, come se passare ai Giovani rappresenti già essere un atleta maturo che per forza ha le caratteristiche per intraprendere la strada verso l’alto livello». Come se dai Giovani deve essere radoppiato se non triplicato tutto, dagli sforzi economici delle famiglie, al tempo per allenamenti e gare. La percezione sembra questa, giusto così porre per Fontanella dei distinguo. «Dopo gli Allievi, prima cosa bisogna continuare a sciare tutti. Secondo iniziare il cambio di categoria sulla base dei mezzi, del talento, della capacità, anche della voglia. Ognuno sceglie il suo percorso, che a mio giudizio deve essere graduale per la maggioranza. Poi per chi invece si capisce avere stoffa, capacità, e anche tempo e voglia, ci possono essere programmi alternativi, più efficienti, più votati ad entrare nel percorso del circuito delle Fis istituzionali per esempio». Per troppi anni si è fatto di ogni erba un fascio, così l’abbandono precoce è stato violento. Per fortuna qualcosa sta cambiando. Continua Fontanella: «A volte ci dimentichiamo che c’è un circuito di gare Fis NJR che dobbiamo battere per fare esperienza, gare Fis Cittadini e magari anche Fisi, come la Ski Race Cup. Questi sono i Circuit naturali della categoria. La mentalità entro nei Giovani e dal primo anno devo avere in testa di fate il Gran Premio Italia è follia». Proprio così.

Una stagione particolare per il mondo dell’agonismo. Ci sono le Olimpiadi, evento per antonomasia. «Abbiamo chiesto com circoscrizione Milano Como Lecco nel periodo Olimpico di non inserire gare per poterci gustare almeno mediaticamente i Giochi. Poi come club e comitato provinciale ci siamo messi in gioco, a disposizione, abbiamo cercato una voce su Milano Cortina per un coinvolgimento anche minimo, piccolo, ma percettibile, talmente è la portata dell’evento in questione. Non sembrano così a portata di tutti le Olimpiadi, nemmeno per la base degli agonisti. Poi vedremo come si evolverà il tutto sotto data. Io ho ancora quella lattina della Coca Cola sponsor dei Giochi che mi dettero al passaggio della Fiamma a Varese per Torino 2006…»

Una stagione che, come dicevamo in apertura, vede il Milano Ski Team sempre più riferimento a Chiesa e per Chiesa. «In Valmalenco c’è una forte collaborazione con la Società Funivie al Bernina. E’ il nostro quartier generale, e grazie all’aiuto dello staff coordinato da Livio Lenatti, riusciamo sempre a svolgere allenamenti efficaci. Vengono anche dall’Appennino, dal momento che alleniamo anche il superG e le piste di training per slalom, gigante e velocità sono tre. Al mattino, ma anche al pomeriggio c’è disponibilità».

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