Beltrami, Domobianca: «Ritrovare il gusto di sciare e non solo pensare a diventar campioni»

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Valerio Beltrami dal 1986 guida lo sci club faro di Domodossola, ossia il Domobianca 365 skirace che ha cambiato nome quattro anni fa e prima invece era denominato Centro Agonistico Domobianca (con la nuova denominazione è stato assorbito anche l’Ossola Ski Team». Ma l’impegno di Beltrami nello sci è nato ancora prima. «Era il 1977, quando mi sono avvicinato al mondo dell’agonismo giovanile con l’Ossola 2000 e facevo l’accompagnatore. Una vita a fare il dirigente, la passione è davvero grande. Nel 1986 è nato il Centro Agonistico Domobianca che era poi una fusione fra Ossola 2000 e lo sci Club Lusentino».

Una vita dedicata alo sci, anche se il funambolico Valerio Beltrami è uno nome oltremodo noto in in un altro campo. E’ infatti presidente nazionale di Solidus Turismo rappresentando ben 70.000 persone che operano nel campo turistico (da albergatori a ristoratori) ma appena è a casa sale all’Alpe del Lusentino a mettere la sua esperienza al servizio del sodalizio diretto da Giacomo Baldini. «Lo sci club è in salute, abbiamo tutte le categorie e Domobinaca è la nostra stazione di riferimento. Cerco e cerchiamo di valorizzare il tema dell’agonismo che però non deve essere solo l’unico valore. Lo sci, e lo sport in generale, a livello giovanile deve dare anche altri messaggi».

Vita da sci club ma anche altre esperienze, legate alla sua professione primaria. «Come quella Casa Max (Max Blardone n.d.r.) alle Olimpiadi di Torino 2006, un punto d’incontro, una grande iniziativa a Sestriere che è finita per diventare un luogo di ritrovo internazionale fino al punto che avevo ricevuto l’invito di andare ala festa per l’oro del norvegese Aamodt». Beltrami ritorna sul tema dei messaggi, dei valori. Giusto così, questo deve fare un presidente, la direzione agonistica deve essere nelle mani del direttore tecnico e a cascata degli allenatori. «E’ necessario ritrovare il gusto di sciare e capire di fare la vita di club senza ossessioni di arrivare a quel o quell’altro risultato, senza avere la fissazione di divenir campioni». Ovvio, giusto, palese. Del resto in pochi ci diventano: tema che può sembrare scontato, ma visto l’andazzo no. Chiude Valerio Beltrami: «Non può ridursi solo agli alti obiettivi fare sci club, l’agonismo è una scuola di vita a priori rispetto al risultato».

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