Marta Rossetti: «Un percorso appena iniziato»

Marta Rossetti è nata il 25 marzo 1999 e vive a Salò (BS). Cresciuta in Trentino con l’Agonistica Campiglio, l’anno scorso si è laureata campionessa italiana Aspiranti di slalom. Attualmente è tesserata con le Fiamme Oro ed è al primo anno di squadra nazionale.

Ti aspettavi l’ingresso in nazionale oppure è stata una sorpresa?
«Dopo il titolo nello slalom degli Aspiranti e alcuni risultati nel Gran Premio Italia ero consapevole di poter essere presa in considerazione. La notizia è arrivata da Mirko Deflorian dopo la commissione Giovani».

Un sogno che si avvera?
«Direi di sì, anche perché già da Children ho sempre ottenuto buoni risultati. Il pensiero finale è sempre quello di riuscire a entrare in squadra nazionale, poi so che è la prima tappa di un lungo percorso, ma esserci già dopo il biennio Aspiranti è di buon auspicio per le prossime stagioni».

Quale sarà il tuo futuro immediato?
«Parto con l’intenzione di andare forte nelle prime FIS di Solda e Diavolezza. Saranno importanti perché tre o quattro atlete potrebbero ricevere la convocazione per le gare di
Coppa Europa in Svezia. L’Italia ha dieci posti a disposizione».

La tua vita da atleta è cambiata da quando sei in squadra?
«Il programma di lavoro non è tanto diverso, la preparazione atletica è sempre seguita da Walter Stacco, i giorni sugli sci invece sono in linea con il passato. Cambia la lunghezza dei periodi e forse è più stancante, ma devo dire che atleticamente reggo bene. Il vero cambiamento l’ho fatto l’anno scorso e i frutti si sono già iniziati a vedere».

L’atletica è una tua seconda passione, riesci a portare avanti le due attività?
«Non più, ho dovuto scegliere, ma è giusto così e dall’atletica prendo tanti insegnamenti. Facevo ostacoli e salto in lungo, su resistenza e destrezza sono a un buon livello. Ora sto lavorando sulla forza, per essere più completa come lo sci di alto livello richiede».

Come ti trovi con la squadra azzurra e Fabrizio Martin?
«Con Fabri molto bene, dialoghiamo molto e ci confrontiamo spesso, mi sto concentrando sullo slalom e fisicamente sto bene. Il problema tendineo alla spalla è passato e ora posso spingere senza blocchi mentali».

Chi è il tuo allenatore di riferimento?
«Chi era direi, perché ora scopro un nuovo mondo. Comunque Rudi Redolfi è il tecnico che mi segue da sette anni ed è quindi la persona che mi conosce meglio»

Articolo tratto da Race ski magazine 146 di novembre 2017. Se vuoi acquistare la copia o abbonarti visita il nostro sito.

Altre news

Roberta Melesi lancia un bel segnale: «Ho tirato fuori quello che sto costruendo»

Dietro a Marta Bassino e Federica Brignone (ieri nona con alcune sequenze buone e altre da rivedere) c'è qualcosa che si muove. Ed è una bellissima notizia per il gigante azzurro e più in generale per tutto il movimento....

Divertimento e spensieratezza le parole d’ordine di Marta Bassino

Prima di Soelden, gli addetti ai lavori che hanno avuto modo di seguire le atlete in pista, parlavano di due atlete in grande forma: la svedese Sara Hector (ieri terza) e l'azzurra Marta Bassino. Ma poi quel gigante sul...

Kilde apre le danze della velocità con un successo a Lake Louise

La prima discesa della stagione è nel segno di Aleksander Aamodt Kilde. A Lake Louise il maltempo concede una tregua: visibilità spesso piatta, a volte con il sole, ma pista bella compatta. Il norvegese, con il pettorale 6, primo...

Killington: Bassino seconda dietro solo a Gut-Behrami. Nona Brignone, Melesi ottima 11a, primi punti per Colturi

È di Lara Gut-Behrami il primo gigante della stagione. L'elvetica ha vinto la prova di Killington - con partenza abbassata per il vento - con soli 7/100 sull'azzurra Marta Bassino che centra subito il podio, il ventiduesimo della sua...