Marco Manfrini, sci & windsurf: un futuro da istruttore

Trentino, ex Fiamme Oro, ora ha scelto una nuova vita fatta di lezioni sulla neve e al lago, con il sogno di iscriversi all’Università di design e di passare il Master

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Marco Manfrini

Marco Manfrini è nato il 17 gennaio 1992, ha partecipato a 13 gare di Coppa Europa, con esordio nel 2013 a Trysil. Il migliore risultato è arrivato il 13 gennaio 2016, nel gigante di Folgaria chiuso al 23° posto. Il punteggio FIS più basso in lista? 14.65 nella stagione 2016/2017.

«Avevo perso le motivazioni e i miei obiettivi, così ho deciso di smettere, anche se l’amore per lo sci agonistico rimane incondizionato. D’altronde, se sei già a un buon livello, devi capire se puoi arrivare in alto o se invece la strada da percorrere è troppo tortuosa». Non fa una piega l’analisi di Marco Manfrini, trentino di Rovereto, quattro anni in Polizia e un passato fra CAI Rovereto e Sporting Campiglio. E Manfro, come lo chiamano tutti, a un buon livello c’era arrivato per davvero, lui che all’ultimo anno Juniores si era laureato campione italiano fra le porte larghe. «Undici punti FIS in gigante, la mia specialità, ma non ho avuto la possibilità di gareggiare con continuità in Coppa Europa – prosegue -. Non sentivo la fiducia nei miei confronti, poi ci si è messa anche un’infiammazione al tendine rotuleo ad accelerare la mia decisione». Ora Manfrini è un ex, come tanti atleti che hanno provato ad affrontare l’impervia carriera da Senior e non sono riusciti a esprimersi nel circuito continentale e quindi stabilmente convivere fra i big internazionali. Il trentino ha voltato pagina con serenità ed entusiasmo, anche perché «l’esperienza agonistica mi è servita a crescere e mi ha regalato un bagaglio unico che mi porterò dietro per sempre». L’ex Fiamme Oro sta effettuando con il Collegio del Veneto il corso per diventare maestro di sci. «Voglio rimanere legato a questo ambiente e in futuro proverò ad accedere al Master Istruttori». Ma non solo per quel che riguarda l’insegnamento, lo sci secondo Manfro può essere utile per aprire altre strade: «Mi è sempre piaciuto il disegno e la progettazione – ha detto -. Sto valutando di iscrivermi all’Università per fare design e poter così lavorare nel settore dell’abbigliamento e dei materiali negli sport invernali». E non c’è solo la neve nei suoi sogni perché da qualche anno sta coltivando una nuova passione.
È il windsurf, che sulle sponde del lago di Garda è davvero praticato, anzi, di tendenza. «Me la cavo bene, ho appena passato l’esame da istruttore, è un’altra opportunità importante che non voglio perdere, anche questa è una passione che può tramutarsi in occasione lavorativa». E se quest’estate siete passati a Torbole o Riva, il Manfro sicuramente non ve lo siete perso…

Articolo tratto da Race ski magazine 146 di novembre 2017. Se vuoi acquistare la copia o abbonarti visita il nostro sito.

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