Magoni: ‘Ho un anno di contratto. Parola alla FISI’

Livio: «Forse il mio metodo non funziona, con l’Italia…»

Se un pochino lo conosciamo, sappiamo bene che Livio Magoni non è tipo da mollare prima di aver completato il lavoro, cioè prima di aver ottenuto almeno un risultato importante con slalomiste e gigantiste azzurre. Cosa che non è ancora avvenuta, magari non solo per colpe sue, colpe che comunque si è sempre assunto. Allo stesso modo, però, l’allenatore bergamasco si interroga sul suo operato e certamente non farebbe fatica a trovare incarichi in altre squadre o in team privati, più remunerati e più soddisfacenti, probabilmente, dal punto di vista dei risultati. Chiaro, anche risollevare le sorti dell’Italia femminile nello sci alpino è una sfida intrigante, da italiano…

PAROLA A LIVIO – «Ho ancora un altro anno di contratto con la F.I.S.I. – ci dice – e resto convinto che il gruppo di slalom e gigante possa dare molto, molto di più, per questo vorrei concludere il lavoro con la mia squadra. Certo, mi interrogo comunque, perché abbiamo fatto tutto quello che pensavamo fosse necessario fare, con Muzzarelli, con le ragazze, dal punto di vista tecnico e atletico, ma poi i risultati in due anni non sono arrivati nella maniera più assoluta. Quindi, è giusto porsi delle domande. E ora toccherà anche alla Federazione decidere o meno se il mio metodo di lavoro, nel quale comunque credo, ovviamente, sia quello più adatto o meno a portare risultati con queste ragazze. Detto questo, bisogna comunque pensare a finire bene la stagione di Coppa del Mondo. Aggiungo che Federica Brignone si era presentata al cancelletto di partenza di Beaver Creek in condizioni ottimali, stava sciando benissimo, era motivata, convinta, in forma, carica. Fin troppo. Ma ha sbagliato su quel dosso dove erano già uscite in due, perché, guardando le altre atlete dalla partenza, nella prima manche del gigante femminile, si è convinta della necessità di non dover frenare un po’ su quel passaggio. Un peccato enorme perché, credetemi, potevare fare una grandissima gara. Nadia Fanchini forse è arrivata un po’ cotta all’ultima prova, dispiace molto, mentre Chiara Costazza resta un mistero perché non riesce nella maniera più assoluta a fare in gara quel che mette in mostra in allenamento. Capacissima, magari, di andare benississimo a Maribor. A fine stagione farò le mie valutazioni e la Federazione farà le sue. Certo, il lavoro non è concluso, con l’Italia finché non si raggiungono determinati risultati, alla nostra portata. Ma per ora non sono arrivati e questa è l’unica cosa che conta». 

 

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