Livata, l’avventura di Pinti

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Federico Pinti fa la spola. E si, avanti e indietro fra Montecompatri (Roma) e le nevi perenni dello Stelvio. Addestramento e poi pali. Ritmi blandi e successivamente intensità. Di tutto e di più insomma. Fede, classe 2002, è un portacolori della corazzata romana del Livata. Discepolo di Andrea Truddaiu (già direttore tecnico del Livata ed ora saldamente alla guida della nuova superC) Pinti è anche in forza al Comitato Lazio e Sardegna ed in particolare inserito nella lista degli atleti junior osservati del Centro Sud. Per Federico ancora un biennio di categoria per togliersi soddisfazioni sportive e soprattutto vivere di quello che anima le sue giornate sulle neve, estate compresa: l’agonsmo. Un tipo che se la vive serenamente. Uno impegnato, che da anni ci da dentro, ma non scandisce le sue giornate da frenesia e ansia da prestazione.

IL PUNTO DEL COACH – «A tutta quando c’è bisogno, tranquillo, sereno e con l’obiettivo di divertirsi altre volte. Stiamo facendo un bel lavoro, avanti e indietro per lo Stelvio con periodi massimo di cinque giorni.Poi si torna casa per dedicarsi alla preparazione atletica con Rodolfo Ponzo, quindi ancora ghiacciaio. Il periodo estivo viene svolto allo Stelvio», fa sapere l’istruttore nazionale di Campocatino Gianni Moriconi che lo segue. Quesa stagione infatti il Livata ha dato la possibilità a Pinti di avere Gianni in maniera esclusiva. «Cerchiamo in questo modo di organizzare le cose al meglio, programmare certo, ma consapevoli che si può cambiare per le più svariate esigenze all’ultimo momento. Gli obiettivi? Crescere, migliorarsi. Ci dedicheremo essenzialmente al gigante e allo slalom, ora è il momento di affacciarsi al Gran Premio Italia ed iniziare a lasciare il segno in qualche occasione», chiude Moriconi, navigato coach del pianeta giovanile italiano. 

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