Di questa stagione femminile in Coppa del Mondo si parlerà ancora fra 60 anni? E’ probabile, almeno in Italia. E allora rivisitiamola nel dettaglio, porta dopo porta. O quasi.
Partenza fissata al solito da Sölden, sabato 26 ottobre 2024. I “rumors” danno Federica Brignone in grandissima forma. La litania della vigilia è sempre la stessa, ormai nota da anni: «E’ la prima gara, non conosciamo la condizione delle avversarie, è particolare e bla bla bla». Un anno prima la valdostana aveva dominato la prima manche per poi farsi recuperare da Lara Gut-Behrami. Una beffa. Questa volta è lei a rimontare: terza a metà gara a 4 decimi da Mikaela Shiffrin, si scatena sul muro della seconda manche, disegnata da Daniele Simoncelli, e trionfa davanti a Robinson e Scheib, al primo podio in Coppa del Mondo. Secondo successo sul Rettenbach dieci anni dopo la prima assoluta nel circuito maggiore. Sempre con Giorgia Collomb presente sul ghiacciaio, tra 8 e 18 anni. Talismano. «Oggi sono più forte di testa – dice Federica -. Riesco a controllare molto meglio le mie emozioni». Sarà il leitmotiv di tutta la stagione.
Arriva la trasferta nordamericana, sempre molto amata da Brignone. Saltano i giganti di Mont-Tremblant, in Canada, dominati entrambi nel 2023 da Federica. E’ l’unico momento difficile dell’annata. A Killington, dove ha vinto nel 2018, è settima a metà gara causa errore. Esce nella seconda manche quando sembrava lanciata per una rimonta quanto meno da podio. Vince Hector, fuori anche Robinson. Il giorno dopo decide di non partecipare allo slalom come previsto perché la schiena comincia a farsi sentire. E lo farà per quasi tutta l’annata, anche se in pochi lo sapranno. Con l’infortunio di Shiffrin, che era partita alla grande in Coppa, cambiano gli scenari e improvvisamente Gut-Behrami e Federica Brignone diventano le principali favorite per la classifica generale. Sarà sfida a due, come nel 2024.

Beaver Creek, ancora tu (dopo i Mondiali 2015, non esattamente fortunati). Federica domina la prima prova cronometrata, anticipando quel che sarà in stagione. Ha materiali velocissimi, specie su neve “primaverile”. Sembra già pronta per vincere, in discesa, ma in gara pensa ancora troppo e alla fine termina nona, a 87 centesimi da Cornelia Hütter.

Nessuno può immaginarlo, ma sarà il risultato peggiore dell’intera stagione. In classifica generale guida Camille Rast a quota 287 punti, Brignone è 11ª a 129. Goggia è tornata con un ottimo secondo posto, a soli 16 centesimi dall’austriaca. E il giorno dopo vince il superG americano a 313 giorni dall’infortunio subito in allenamento, ballando il samba. O almeno provandoci. Brignone è quinta, ci sono cinque azzurre nelle prime 11, con Bassino sesta, Curtoni nona, Melesi undicesima. I pensieri di Coppa sono ancora lontani.
Si torna in Europa e cambia radicalmente la musica. Engadina. St. Moritz. Teatro di tanti trionfi recenti italiani. Di due superG se ne disputa uno solo, classico del luogo. Gut-Behrami è seconda, al terzo podio consecutivo. Inizia a far paura. Goggia terza, davanti a Curtoni, Brignone e Pirovano. Bene, ma ancora non benissimo.
Ecco la prima svolta, a fine dicembre: questa volta tocca a Semmering, non l’amata Lienz. Sempre in Austria, piste diverse. Non è mai salita sul podio, Federica, da queste parti. E rompe il tabù, uno dei tanti stagionali. Seconda? Terza? Macché: trionfa, davanti ad Hector e Robinson. Primo grave errore stagionale di Gut-Behrami, che chiude nona. Non sarà l’ultimo. Federica balza al comando della classifica di Coppa. E’ un segnale: «Dedicato a mia nonna Adriana che non c’è più».

Arriva gennaio, il mese “nero” del 2024, le costò la Coppa generale un anno fa anche se Gut arrivò oltre i 1700 punti, realizzando un capolavoro. Chapeau. Torniamo al presente. A Kranjska Gora non ha mai vinto Brignone, l’unica “classica” che le manca. E non ce la fa neanche nella stagione magica 2024-2025. Esce malamente nella prima manche, domina Hector sul ghiaccio verde. Tornano gli incubi? All’orizzonte St. Anton e Cortina d’Ampezzo, la ticinese potrebbe prendere il largo in coppa… E invece ecco la seconda svolta della stagione, quella decisiva: sabato 11 gennaio 2025, su pista accorciata, Federica Brignone sfata il tabù discesa libera e diventa la prima atleta italiana a conquistare almeno una vittoria in quattro specialità diverse, in Coppa: «Sto andando oltre i sogni – commenta lei -. Adesso inizio a capire cosa significhi vincere così tanto». Classifica: quarto posto, a 37 punti dalla croata Ljutic. Ma gennaio è il mese della velocità, dei giganti, il mese con più gare. Decisivo. Il giorno dopo è terza nel superG-sorpresa di Macuga, con Gut-Behrami quinta. In due gare ha guadagnato 95 punti alla ticinese. Si comincia a intuire che potrebbe essere una stagione unica…
Cortina, “Here we are”! E’ il weekend che cambia la storia, ma è anche il feudo, di solito, per Gut e Goggia. Miglior risultato fin lì di Brignone? Un 4° posto in superG. Fine. Sofia non si smentisce: poker in discesa sull’Olympia delle Tofane, miglior viatico possibile per i Giochi 2026. Ma Federica è terza, giusto davanti a Gut-Behrami, primo podio per lei nella Perla delle Dolomiti. E il giorno dopo il sigillo atteso una vita. “Federica da impazzire”, titola la

Gazzetta dello Sport. Prima vittoria a Cortina, sulla pista che l’aveva sempre respinta. Batte ancora Gut-Behrami, Goggia è settima: «Fiera del mio percorso – dice la valdostana – ma la classifica non la guardo». La guardiamo noi: +135 sulla ticinese, quarta. Sursum corda.
Martedì nero a Kronplatz, 21 gennaio 2025. Sarà l’ultimo della stagione. Federica domina la prima manche e deraglia nella seconda. Fa malissimo. Anche perché vince finalmente Robinson, dopo quattro anni, ma soprattutto Lara Gut-Behrami è seconda, primo podio stagionale tra le porte larghe. La sfida è lanciata. Non c’è il tempo di pensare, meglio così. Ultimo weekend prima della rassegna iridata, ecco la Baviera, ecco Garmisch-Partenkirchen, terreno amico (argento in gigante ai Mondiali 2011, do you remember?). Brignone e Goggia, doppietta show. Su discesa questa volta completa, Federica batte Sofia con il distacco minimo. Gut è quinta: «Tra i capitoli più belli della mia carriera». Il giorno dopo la ticinese si ricorda di essere una fuoriclasse e domina il superG, ma Federica è terza, davanti a Goggia, Pirovano e Bassino.

Mondiali. Saalbach è un trionfo per Federica, argento in superG, decima in discesa, oro in gigante. Ma è un’altra storia. Qui vogliamo occuparci della Coppa. E al Sestriere, 21-22 febbraio 2025, la sfida di fatto finisce: Brignone ha la febbre alla vigilia, «sei giorni da larva», e del resto dopo il Mondiale si sono ammalate tutte. La foto mentre fa aerosol diventa virale. Ma questa è la sua stagione, nulla la può fermare: è doppietta leggendaria tra le porte larghe, back to back, come dicono gli americani. E in America si terminerà la

stagione, meglio prendere confidenza. Gut esce nel primo gigante, poi è seconda, ma di fatto abdica. Shiffrin, rientrata, prende cinque secondi! E’ finita, ma calma e gesso: «Sono in un momento in cui mi riesce tutto», dice Federica. Parla anche il fratello Davide: «Ha una maturità che forse non ha mai avuto». Fanno 16 giganti vinti in Coppa del Mondo in carriera. Un certo Alberto Tomba si era “fermato” a 15. Avanti tutta. Gut-Behrami è a 190 punti in classifica.
Kvitfjell, Norvegia. Tre gare in tre giorni, due discese. Ultima chance per la ticinese? Macché: Brignone se la lascia sempre alle spalle con la ciliegina sulla torta del successo in superG, proprio su Lara. Che la incorona: «E’ incredibile». Il resto, da Åre a La Thuile (17 km da La Salle, dove vive), è una passerella trionfale. Venerdì 14 marzo vince finalmente nella sua amata Valle d’Aosta, in superG, ancora per 1 centesimo, ancora su Sofia Goggia. Ma nel 2020, proprio a la Thuile, lasciò la gara alla sfortunata Ortlieb con lo stesso distacco e la Coppa di superG a Corinne Suter. Tutto torna.

Sabato 22 marzo: dall’America rimbalza la notizia della discesa cancellata. E’ storia: coppa generale e di libera nello stesso istante, quest’ultima forse mai neanche immaginata, da giovane. Il secondo posto nel gigante di martedì 25 marzo certifica anche la conquista della “coppetta” tra le porte larghe, seconda della carriera. In alto i cuori. E’ un trionfo da leggenda, per Federica Brignone: 24 gare disputate, 10 vittorie, 16 podi, tre uscite, mai oltre la quinta posizione a parte il 9° posto in discesa a Beaver Creek, record di punti azzurro (1.594), tre coppe incassate. What else?

P.S. – La vera differenza con la stagione 2023-2024, dove di fatto Federica fece gli stessi punti, vincendo però “solo” a dicembre e marzo? Nessun calo. Successi a ottobre, dicembre, gennaio, febbraio (Mondiali) compresi, e marzo.
