Goggia va veloce: «Ieri ho pianto tre ore, mi sono svuotata. Ora sono pronta a volare»

MÉRIBEL – Sofia Goggia davanti a tutte nell’ultimo training, 46/100 su Mirjam Puchner. Che vogliono dire tutto e niente, visto che le atlete provano i vari settori e non sono perfette, a iniziare dalla tutina. «Non ho mai usato quella da gara in prova, sempre quella felpata, quella è più luccicante un po’ come il pigiama di seta o di flanella». Torna il sorriso e il buon umore all’interno della squadra azzurra e sul volto della grande favorita per la discesa di domani che si concede ai microfoni dopo essersi svuotata di lacrime per la perdita dell’amica Elly. «Ieri è stata una giornata devastante per tutte, perché da quando abbiamo ricevuto la notizia siamo andate in tilt – inutile dirlo precisa -. Ieri abbiamo fatto la prova, ma dentro eravamo scosse, tanto che gli allenatori ci hanno detto di valutare il nostro stato e di scegliere cosa fare. Quando sono tornata in camera ho pianto per tre ore, non riuscivo a smettere». 

Sofia Goggia ©Agence Zoom

Poi ha deciso di andare in camera di Jhonny (Feltrin, ndr), che la conosce da quando ha 17 anni e l’ha vista crescere nelle squadre giovanili. «Mi sono buttata sul letto, lui dormiva, l’ho abbracciato e abbiamo pianto insieme per un po’, mi sono svuotata e mi ha fatto bene – aggiunge -. Io non ho mai pianto così tanto per nessuno in vita mia, ma devo anche dire che non ho mai perso una amica. Pensate se questa tragedia fosse successa oggi, in quali condizioni avremmo gareggiato domani». Ammette che ieri non avrebbe avuto la forza e la leggerezza di dire certe cose, oggi trova le forze anche per raccontare qualche retroscena del giovedì devastante. «Ieri sera è venuto anche il prete della Coppa del Mondo a trovarci e ha detto una preghiera. Ci siamo unite attorno a un tavolo a cerchio, tenendoci per le mani: lui parlava e noi piangevamo. E questa cosa ci ha dato un’energia positiva. Pensate in quante cavolate ci perdiamo, quando le cose importanti sono invece molte altre». E poi la cena, in cui hanno deciso di tirare fuori gli aneddoti in ricordo di Elena. «E tutte le cose belle che ci ha lasciato». 

Dice di non sentire pressioni per la gara di domani, «ma se dovessero arrivare cercherò di utilizzare quella mia, sullo sci esterno, che è il miglior modo per scacciar quella inutile. Comunque mi sento tranquilla, anzi stamattina mi sono alzata serena e con il cuore leggero». Al funerale con ogni probabilità ci andrà la mamma («con la quale ho avuto un periodo difficile, anche se è la prima che ho chiamato piangendo. Devo dire di essermi estraniata da tutto in questo momento»).

Sofia Goggia ©Agence Zoom

Sofia proverà a pennellare le curve e a tendere il più possibile quelle linee che sta continuando a studiare con il suo staff. E sulla prova di oggi dice: «È stata buona perché sapevo di dover metterci un po’ più di intensità rispetto a ieri. È una pista che va letta molto bene e secondo me la difficoltà grossa è riuscire a interpretare le corde delle delle linee in determinate curve, in quelle più lunghe come metratura. Abbiamo cercato di adottare delle linee e una strategia da poter utilizzare domani». 

Sofia Goggia affila le lamine, prepara la tutina veloce ed è pronta a giocarsi le sue carte: «Le armi sono a posto: lucidità, concentrazione e voglia di volare. Il Mondiale è il sogno di ogni bambino che vuole raggiungere la medaglia. Ho questa possibilità e me la godo». È stato un periodo difficile, ora sembra aver ritrovato la luce interiore. 

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