Goggia: «Un anno magistrale, è la Coppa della supremazia. Ma ho ancora fame, ora un altro oro olimpico»

E sono due le Coppe del Mondo di discesa. Nel 2018, l’anno in cui vinse anche l’oro olimpico, quindi oggi il secondo successo. L’Italia delle donne continua a brillare. Le sue alfiere luccicano e si alternano in vetta ai podi. Dopo il trionfo della Coppa generale e di quella di gigante lo scorso anno di Federica Brignone, questo inverno ecco la Coppa di Marta Bassino fra le pore larghe e quindi adesso questa doppietta strepitosa della bergamasca. Dopo l’infortunio prima della rassegna iridata di Cortina, la velocista orobica era riuscita a ritornare sugli sci proprio per difendere la leadership della discesa: 70 i punti di vantaggio sulla svizzera Corinne Suter, vantaggio significativo anche se la matematica ancora non era dalla sua. Oggi con la cancellazione della libera di Lenzerheide (da regolamento l’opening e le finali non si recuperano in altri giorni) la Coppa del Mondo di discesa di Sofia è realtà. 

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ECCO SOFIA – Ma ecco Goggia. «Volevo vincere questa Coppa del Mondo, sul campo, ci tenevo a gareggiare oggi. Alle 5.20 questa mattina ero in palestra a fare riscaldamento determinata più che mai. Hanno cercato di far disputare la gara in tutti i modi ma alla fine è stato cancellato il programma. Mi ricordo nel 2018, avevo 23 punti di vantaggio su Lindsey Vonn e c’erano voci su possibili annullamenti; già allora volevo giocarmela a tutti i costi, alla fine è stato così ed ho vinto. Insomma, mi piace la sfida sul campo. Questa Coppa del Mondo è stata meritatissima, segna una supremazia schiacciante. Ho vinto quattro discese e ho fatto un secondo posto. Sono stata la più forte senza se e senza ma, è una grande soddisfazione aver trionfato». E sul ritorno in gara a Lenzerheide ci sono state alcune polemiche. Qualche voce maligna sul fatto che Sofia avrebbe rischiato ad essere al via in Svizzera. La bergamasca continua: «Mi ha dato fastidio chi ha pensato in merito al fatto di una mia condizione mediocre e precaria. Il prof. Herbert Schoenuber mi ha dato il via libera il 1 marzo. Certo, dovevo stare attenta a gestire i carichi, continuare la riabilitazione, iniziare a mettere gli sci ma senza forzare troppo. Ma stavo bene da qualche giorno, sono qua a Lenzerheide e mi sento meglio di altre volte che ho gareggiato. Addirittura anche qualche tecnico nell’allenamento a Livigno era stupito della mia scioltezza in azione. Non è stato un azzardo tornare in pista, anzi. Ero pronta per difendere la mia Coppa del mondo di discesa. Il resto sono chiacchiere». Sofia non si sente appagata, nonostante questo trofeo. Ed è pazzesco tutto ciò. Dimostra un carattere, una tempra da paura, una voglia di primeggiare senza uguali. E pensa già al futuro: «Ora mi riposo un po’, quindi dopo Pasqua inizieremo con un stage di lavoro sulla neve. In discesa sono migliorata ancora, ma voglio lavorare sui piani e sui salti. E poi sul set-up del superG, che a differenza di discesa e gigante non è ancora alla perfezione. Il futuro? Ogni atleta di alto livello guarda sempre alla gara che deve ancora arrivare. L’anno prossimo ci sono le Olimpiadi in Cina. Obiettivo? Ovvio, gareggio per vincere». Gli ultimi pensieri sono per lo skiman Barnaba Greppi e per la tematica dei vaccini: «Dopo l’addio all’agonismo di Federico Brunelli, che ringrazierò sempre, ho avuto modo di lavorare con Babi, che fra l’altro è proprio di Bergamo. Lo conosco da quando avevo 17 anni e mi faceva usare in qualche occasione gli sci di Lara Gut. E’ nato subito un bel feeling professionale». Chiude l’olimpionica orobica su un tema attualissimo: «Il vaccino? Lo farò, bisogna farlo. Anche perchè altrimenti con il mio lavoro che sono in giro per il mondo dove vado?»

Sofia Goggia ©Agence Zoom

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