Pietro Franceschetti

Non molla e lotta. E’ un Senior, un inossidabile Senior, come tutti quei ragazzi che mettono anima, cuore e muscoli nella loro infinta passione. Al gancio, sospesi, equilibristi, carriere che si reinventano e cambiano giorno dopo giorno nell’incertezza di un sistema assurdo, un tritacarne di storie ed emozioni. Ma anno dopo anno, sarà perché qualcuno come Roberto Nani o Andrea Ballerin si sono iniziati a togliere importanti soddisfazioni, i Senior abbassano meno la testa e guardano avanti con maggiore fiducia e speranza. Del resto lo sci è uno sport davvero strano. Quando nelle altre discipline si inizia, quando si entra nella maturità avendo passato i vent’anni, da noi si finisce, si smette, si lascia perdere. Franceschetti, una delle bandiere del movimento Senior, invece tira dritto e ci prova ancora.

ECCO PIETRO – «Si parte, direzione Australia, poi Nuova Zelanda. Gare di gigante e slalom valevoli per la Australian New Zeland Cup a Thredbo e Coronet Peak. L’obiettivo è abbassare punti FIS e rilanciarmi per le gare in Europa. Ho ancora tanto entusiasmo e mi sto preparando per il prossimo inverno in tutti i dettagli». Poche parole ma decise quello del trentino, che fra stage sciistici e una mole ingente di lavoro a secco ha già avviato la stagione con la solita determinazione e fermezza che lo contraddistinguono. Con lui Guido Paci, il tecnico che è tornato ad allenare lo Sporting Campiglio e a prendersi cura di Franceschetti, che dopo l’esperienza con la squadra nazionale e le Fiamme Oro è adesso tesserato con il club della Val Rendena.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.