FIS: «La ricerca della prestazione non deve oscurare la sicurezza»

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La Fis esprime profondo dolore per la morte di Matteo Franzoso e torna a parlare di azioni mirate alla sicurezza. Lo ha fatto questa mattina con una nota ufficiale e una lettera aperta. «Momenti come questo mettono in forte evidenza i profondi rischi che sono parte inseparabile del nostro sport. Ricordano inoltre la responsabilità condivisa che tutti noi portiamo – atleti, allenatori, organizzatori, associazioni e organi di governo – di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per ridurre tali rischi». 

E poi aggiunge: «Una cosa è chiara: la ricerca della prestazione non deve mai oscurare la priorità della sicurezza. Non è possibile eliminare del tutto i pericoli insiti nello sci alpino ma, ascoltando, sensibilizzando e favorendo un dialogo che conduca ad azioni collettive, possiamo mitigare i rischi».

«Insieme alle Associazioni Nazionali di Sci, ai Comitati Organizzatori Locali, agli allenatori, ai partner e, soprattutto, agli stessi atleti, dobbiamo identificare dove i rischi sono maggiori, affrontare le sfide sistemiche e sostenere una cultura in cui la sicurezza sia parte integrante di ogni decisione. Garantire condizioni di allenamento sicure e tutelare le competizioni richiede non solo consapevolezza, ma anche un impegno fermo e condiviso da parte di tutta la famiglia dello sci. Solo agendo insieme possiamo creare le condizioni in cui la sicurezza non venga compromessa».

Attraverso l’Athletes Health Unit (AHU), la FIS sta rafforzando un approccio scientifico e sistematico al benessere degli atleti, che continuerà a crescere in profondità e ampiezza in stretta collaborazione con i partner. «Qui perseguiamo l’innovazione e con airbag e attacchi a sgancio elettronico, oltre a tecnologie per caschi in grado di resistere a impatti multipli». 

Nelle prossime settimane, la FIS intensificherà ulteriormente il dialogo con i propri stakeholder, sempre con un unico principio guida: il benessere e la sicurezza degli atleti devono venire prima di tutto.

La Fisi, nell’annunciare la scomparsa dell’azzurro, ha subito parlato della necessità di intervenire. «È una tragedia per la famiglia e per il nostro sport – ha detto il Presidente FISI, Flavio Roda -, un dramma che ci riporta allo stato d’animo di poco meno di un anno fa, quando scomparve Matilde Lorenzi. E’ assolutamente necessario fare tutto il possibile perché non si ripetano più episodi del genere. In questo momento triste e doloroso voglio dire a tutti gli atleti e tecnici, di tutti gli sport, che la Federazione è al loro fianco e che troveranno tutto il supporto necessario. Chiedo il massimo del rispetto per la famiglia di Matteo, alla quale staremo vicini per tutto quanto sarà necessario».

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