©Gabriele Facciotti

La ricerca dietro i materiali di un’azienda, che ha vinto tutto con Marcel Hirscher, che continua a farlo con Kristoffersen, ma che ha un’attenzione particolare per il settore giovanile. Ci sono state stagioni in cui gli atleti correvano con tute da gara plastificate. In un modo o nell’altro, a tutti i livelli hanno provato a inventarsi qualcosa per essere più veloci e spuntare un successo anche solo per un centesimo. A volte è quello che fa la differenza e ti proietta in una nuova dimensione, altre si trasforma in beffe clamorose. Da qualche tempo la Fis ha introdotto una regolamentazione in tal senso, il famoso bollino di cui tutti ne hanno sentito parlare almeno una volta, anche se ora si è passati a una certificazione dell’azienda stampata sul tessuto.

Un passaggio d’aria sotto i 27 litri (30 valore limite – tolleranza del 10%) non è ammessa, ma Energiapura sta cercando di uscire da questa logica e prova a guardare oltre perché è sì importante avere tute performanti ma è altrettanto fondamentale prevenire gravi conseguenze in caso di caduta. Quanto attrito fa il mio tessuto sulla neve in caso di caduta? È una delle tante domande che si pongono Stefano Maldifassi, responsabile della ricerca scientifica, e Alberto Olivetto, titolare di Energiapura, due uomini che da anni impiegano tempo e risorse per trovare le migliori soluzioni.

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E, neanche a dirlo, sono tanti i progressi che sono stati fatti in modo silenzioso e nascosto, mentre il reparto grafico dell’azienda vicentina si sbizzarriva nel creare nuove fantasie e lanciare collezioni appariscenti e apprezzate. Per i club e per gli sportivi in generale. «Dobbiamo alzare il coefficiente di attrito in fase di caduta – spiegano – È necessario iniziare un confronto con la Fis: lo sci deve guardare all’automobilismo e al motociclismo». Stefano Maldifassi e Alberto Olivetto hanno ormai tanta esperienza alle spalle; il primo sui numeri e sui test in galleria del vento, il secondo sui materiali. Insieme hanno ottenuto la miscela che oggi permette a Energiapura di avere una tuta da gara performante e che ormai è una garanzia. Il primo set-up risale agli anni in cui era in essere una collaborazione con la Fisi: in quella occasione erano stati effettuati i primi test in galleria del vento ed era stato portato avanti un lavoro di precisione insieme a Peter Fill e Werner Hell per limare il più possibile l’attrito che si creava nella zona del coppino, tra il casco e lo spessore del paraschiena.

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La ricetta per avere una tuta veloce è un know-how di Energiapura e tale rimane, gli ingredienti però si possono raccontare. La rugosità del tessuto è fondamentale quando si parla di aerodinamicità, poi intervengono la grammatura, i punti di incollaggio e la tecnica utilizzata per ottenere i tessuti accoppiati, la temperatura a cui viene fatta reagire la colla, senza dimenticare la pezza del tessuto utilizzata. Perché è impossibile avere un’omogeneità. Ed è qui che rientra in gioco una ricerca nella ricerca: Energiapura cerca di comporre le sue tute da gara unendo pezze che hanno un passaggio d’aria molto simile. È un processo lento e delicato che viene ripetuto da tempo e che continua a portare risultati. Un esempio? Gli ultimi tre Mondiali di discesa sono stati vinti da Tina Maze (2015) e Ilka Stuhec (2017 e 2019) indossando una tuta realizzata con lo stesso identico materiale, migliorato ove necessario. Energiapura dunque custodisce questa ricetta, consapevole di non potersi mai fermare perché chi lavora per limare dettagli impercettibili sa di dover sempre mettere nelle migliori condizioni possibili il proprio atleta.

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Energiapura però non vende solo prodotti per l’agonismo e abbigliamento. «Non vestiamo solo l’atleta, creiamo una serie di strumenti per la prevenzione». Il concetto di velocità va di pari passo con quello della sicurezza, tenendo ben presente tutte le situazioni, dalla Coppa del Mondo ai settori giovanili. In fondo le velocità non cambiano poi di così tanto, l’esperienza e il fisico invece sì. L’intimo anti-taglio è senza dubbio l’innovazione più attuale in casa Energiapura; un capo che è stato ritenuto necessario, per ragioni di sicurezza, anche dalla Fis, la quale ha apprezzato l’innovativo prodotto. È sempre più utilizzato dai discesisti, così come dagli atleti che gareggiano nei paralleli. Oggi sempre più spesso gli infortuni si traducono in profondi tagli, anche pericolosi. Energiapura si è fatta portavoce di questo messaggio, rivolto anche ai tecnici degli sci club che hanno a che fare ogni giorno con sciatori minorenni. L’azienda di Vicenza dunque espande sempre più i suoi orizzonti: ha vinto tanto con Marcel Hirscher, continua a farlo con Henrik Kristoffersen, è al fianco di una promettente squadra italiana formata da una trentina di atleti di tutte le età, ma ci tiene in modo particolare anche allo sviluppo e al mondo giovanile, tanto da aver avviato una serie di incontri con gli allenatori italiani.