Bormio sembra ancora apparentemente tranquilla, ma appena dietro l’angolo si contano i giorni che mancano. Ci sono i Giochi Olimpici in arrivo eppure faceva ancora terribilmente caldo. La pista Stelvio, che in questo periodo dell’anno è già tirata a lucido, è ancora da preparare.
Preoccupazione? Non troppa. Perché la località valtellinese si è presentata al via della nuova stagione con un nuovo bacino che può contenere fino a 88 mila metri cubi di acqua. Serve per innevare la pista Stelvio, servirà in futuro per avere un comprensorio aperto non appena farà freddo.
È la legacy olimpica di Bormio, è l’opera che fa felice la squadra di Omar Galli, l’uomo che ha il coordinamento sportivo della Stelvio, il tecnico che ha uno storico della pista e che conosce ogni centimetro.

È lui, sport manager dello sci alpino per i Giochi Olimpici, a portarci alla scoperta del pendio, in una vera e propria experience. «Una volta servivano 10/15 giornate di freddo per preparare la Stelvio, ora ne bastano 72, grazie anche ai 64 cannoni posizionati, contro i 20 precedenti».

Un cambiamento significativo, un passo avanti per i Giochi e per il futuro della località, che quest’anno ha “ceduto” a Livigno la Coppa del Mondo, ma che dal prossimo inverno tornerà a ospitare la velocità maschile fino almeno al 2030.
Parola di Bormio Servizi, che punta su sport, natura e wellness (è presente il centro termale più ampio delle Alpi) e che durante il periodo olimpico organizzerà intrattenimento per il pubblico, attività collaterali di vario genere al di fuori dei perimetri dello stadio e delle gare.

Un contorno di eventi, per lasciare la Valtellina nella mente degli ospiti, così come per dare visibilità ai proprio partner. Uno di questi è Helly Hansen, che ha firmato una experience coinvolgente permettendo di scoprire alcuni scorci di Bormio e di Stelvio.
Ad accogliere il gruppo una ex atleta, Federica Sosio, che oltre ad aver corso in Coppa del Mondo ha un legame storico con la Stelvio. «Perché mio nonno è stato tra i fondatori di questa pista ed è una storia che ci appartiene».

Ha tolto per un giorno la divisa delle Alpi Centrali, lei che allena la squadra femminile, ha indossato il soffice piumino di Helly Hansen, il Kvitfjell Race Puffy per la precisione, per tirare due curve sulle piste di Bormio 2000 e accompagnare un gruppetto di media in visita. È stata anche l’occasione per provare la collezione Julbo con il casco Hailot e della maschera Launcher, preziosi alleati per tirare due curve.
Federica su queste piste ci è cresciuta, ha mosso i primi passi sulla neve e ancora oggi ci vive, come tutta la famiglia. Turismo, neve e accoglienza sono gli ingredienti dei Sosio, maestri di sci e allenatori. «Ma purtroppo non riuscirò a fare nulla per i Giochi, avendo l’impegno con il Comitato» dice ancora Federica.

Omar Galli, sulla pista, aggiunge: «Non ci sono modifiche sostanziali sul pendio, l’unico intervento rilevante riguarda l’ingresso del Canalino, che è stato allargato per aumentare le condizioni di sicurezza».
Di tecnologico, non c’è molto nella preparazione di una pista di Coppa del Mondo o a cinque cerchi. Lo spiega Omar: «Nell’innevamento e nei gatti è assolutamente presente e gioca un ruolo fondamentale, poi tutto il resto è manuale, come gli allestimenti di reti e materassi. Solo in alcuni frangenti riusciamo a utilizzare la tecnologia».

E proprio durante l’experience con Helly Hansen si è parlato di come si batte un pendio, di come si montano le reti di tipo B, di tracciatura e di blu sulla neve. Per i Giochi ci saranno tre tecnici dell’Università di Innsbruck che si occuperanno dell’analisi e del profilo dei salti. In pista nove gatti, con diversi professionisti che arrivano da tutta Europa.

C’è un mondo dietro l’organizzazione di una gara di alto livello. Bormio, dall’alto della sua esperienza lo sa. Ed è in pista con tutto lo staff per entrare nel vivo della preparazione e regalare uno spettacolo planetario.




