La Thuile è una di quelle poche località che in questo periodo appare colorata di bianco. Dovrebbe essere normalità in inverno, quest’anno no. Nel comprensorio internazionale del Piccolo San Bernardo, che unisce la valdostana La Thuile e la francese La Rosière, la neve non manca e scia praticamente ovunque da diverse settimane.
Gli ampi spazi per gli sciatori sorridono così anche allo sci club di casa, che anche nel periodo di maggiore affluenza ha potuto allenarsi nel modo migliore, ospitando anche Aosta, Pila e Chamolé che invece hanno trascorso diverse ore in pulmino, a caccia di corridoi per tracciare. Allenamenti a Chaz Dura e a Piloni, dove spesso arrivano anche Crammont e Courmayeur per variare il lavoro e pendio.
«Il nostro inverno è iniziato bene, La Thuile fortunatamente ha neve e in queste vacanze non solo ci siamo allenati bene noi, ma abbiamo anche aperto ad altre società che ci hanno chiesto supporto» racconta Manuel Sorarù.
Manuel ha 30 anni, è stato atleta e da qualche mese è diventato il nuovo direttore tecnico dello sci club La Thuile. Ha preso il posto di Daniele Collomb, che resta presidente ma che ha allentato gli impegni con il club per stare più vicino alla figlia Giorgia, inserita nel gruppo di Coppa del Mondo.

Durante il periodo estivo è stato cambiato qualche allenatore, ora il gruppo è ripartito compatto e coeso. Manuel segue la categoria Giovani, gli Allievi sono in mano a Gianluca Percivale e Davide Pozzi, nei Ragazzi sono presenti Amedeo Raimo e Federico Lacchio, supportati anche da Michele Callegari, poi nei Cuccioli Louise Jacquemod, Riccardo Scarupa e Omar Carpino, mentre nei Baby sono presenti Marta Corrà, Gianluca De Cristofaro e Federica Barailler.
Manuel, partiamo da questo passaggio di testimone con Daniele.
«Ho lavorato molti anni con lui, fin dalla categoria Cuccioli, il secondo anno da allenatore. Questa è la mia decima stagione, quindi fin da giovanissimo ho cercato di assorbire tutto ciò che poteva trasmettermi, sia a livello tecnico sia organizzativo. Non posso che ringraziarlo e spero che il suo inverno sia pieno di soddisfazioni».
Che numeri ha lo sci club La Thuile?
«Siamo intorno al centinaio di ragazzi, un buon numero che ci permette di dividerci bene nel weekend e lavorare con efficacia. In settimana siamo pochi, perché i ragazzi del posto non sono tantissimi, ma questo ci consente di impostare un bel lavoro».

Quanto incidono gli atleti delle seconde case?
«Sono molti i ragazzi che arrivano a La Thuile per il fine settimana, in prevalenza milanesi, genovesi e piemontesi».
Quale impronta date all’attività?
«Puntiamo molto sul divertimento: vogliamo far capire ai ragazzi che sciare non è solo tecnica e dedizione, ma anche passione. Questo approcci ci permette di avere sciatori sempre motivati anche nelle giornate più difficili. Osservare il numero delle presenze ci dà ragione e indica che ci tengono davvero».
Hai fatto gare: quali sono le differenze rispetto a quando sei stato atleta?
«Oggi vedo meno spirito agonistico nei ragazzi, questo negli anni è diventato un aspetto difficile su cui lavorare. Non so se dipenda dall’aumento della tecnologia, ma sono un po’ più spenti rispetto a come li ricordavo. Il divario in gara si nota molto tra chi decide di dedicarsi totalmente all’agonismo e chi invece no».

È comunque uno sport che dà sbocchi professionali.
«Sicuramente, chi decide di fare agonismo punta magari al Comitato o alla squadra nazionale. La maggior parte dei Giovani invece ambisce a diventare maestro di sci, che è comunque un obiettivo importante. Serve comunque grande impegno e non basta partecipare all’attività».
Quali sono le difficoltà maggiori che incontri nel ruolo di direttore tecnico?
«Di sicuro la parte più complessa è coordinare gli allenamenti e soddisfare tutte le necessità degli allenatori affinché possano lavorare al meglio. Fortunatamente le funivie ci danno una grossa mano per quanto riguarda le piste da allenamento. C’è sempre grande disponibilità da parte loro e questo agevola anche il nostro lavoro. Devo davvero ringraziare tutti, chi sta in ufficio e chi ci segue in pista».
Sono stati anni di grandi eventi a La Thuile, quest’anno?
«Dopo Coppa Europa, Campionati Italiani, Criterium Cuccioli e la Coppa del Mondo dello scorso anno, ci prendiamo un inverno di pausa per ricompattare bene il gruppo. Dal prossimo anno speriamo torni qualcosa di bello e importante qui a La Thuile».
Qui è cresciuta Giorgia Collomb, vi capita di incrociarla?
«Qualche volta torna qui, proprio la scorsa settimana è venuta ad allenarsi con la squadra; abbiamo potuto vederle lavorare. È sempre un piacere ed è un’emozione. Speriamo in una bella seconda parte di stagione».




