Brignone tra fisio e allenamenti: «Sempre pensato di provarci ancora, poi deciderà il mio corpo. Nessun intervento al momento»

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«Una piccola regione, ma dai grandi risultati». La Valle d’Aosta ha festeggiato lo squadrone che ha partecipato ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Gli atleti medagliati – Federica Brignone, Federico Pellegrino e Lorenzo Sommariva – i tecnici dell’Italia Team, ma anche i tanti professionisti che lavorano all’estero. 

Un lungo elenco di persone, orgoglio della Valle d’Aosta, riunite in gran parte all’area verde di Gressan, in un pomeriggio di piena estate. È sorridente, rilassata e abbronzata Federica Brignone, appena rientrata dalle Maldive.  

Come stai?
«Bene, sicuramente meglio rispetto a quando sono partita e a quando ho finito la stagione. Questo è sicuramente un passo avanti. Come sapete, non è una situazione che si risolverà completamente: dovrò conviverci per sempre con quello che è successo». 

C’è (ovviamente) il tuo nome nell’elenco delle squadre. Significa che ti ritroveremo al cancelletto di partenza?
«Ho sempre detto che avrei cercato di stare meglio, di curarmi e di provare a tornare sugli sci. Sarà il mio corpo a decidere se sarò in grado o meno di affrontare un’altra stagione. Non ho mai messo in dubbio il fatto di provarci».

Federica Brignone con i nuovi Rossignol Hero
Federica Brignone con i nuovi Rossignol Hero

Dopo le Olimpiadi avevi parlato di un possibile intervento chirurgico a giugno. Ci sono sviluppi?
«Al momento non è previsto nessun intervento alla gamba. Avevo detto che forse sarebbe stato possibile togliere ferri e viti, ma adesso non è fattibile. Sono quelli che tengono ancora insieme la tibia e, in vista della possibilità di tornare a sciare e affrontare una stagione, mi danno stabilità. In questo momento non sono loro il problema principale». 

Continuerai il lavoro con il J Medical?
«Sì, mi allenerò un po’ qui in Valle d’Aosta e un po’ al J Medical. Fortunatamente non dovrò stare cinque o sei giorni alla settimana a Torino. Potrò svolgere una parte del lavoro a casa, ma il programma sarà sempre supervisionato e impostato dai fisioterapisti». 

Qual è la parte più difficile di un recupero come il tuo?
«Non è il dolore e non è nemmeno allenarsi. La parte più difficile è tornare a fidarsi. Il nostro è uno sport pericoloso e, dopo un infortunio del genere, ritrovare la fiducia necessaria per andare forte è la cosa più complicata». 

©Agence Zoom

Hai trascorso una stagione ragionando giorno per giorno. Ora puoi guardare un po’ a lungo termine?
«Per questi tre mesi sì, finalmente ho un minimo di programma. Però bisognerà vedere come andrà. La mia situazione richiede comunque continui adattamenti e decisioni da prendere settimana dopo settimana. Per ora abbiamo questi mesi di preparazione, poi vedremo quando e come rimettere gli sci».

Adesso che è passato un po’ di tempo, ti sei resa conto davvero di quello che hai fatto ai Giochi Olimpici?
«Sì ed è ancora molto emozionante. Rivedere i video e sentire parlare delle nostre Olimpiadi continua a emozionarmi. Anche vedere quanti tecnici valdostani siano saliti sul palco è stato qualcosa di speciale. Siamo una piccola regione, ma grande nei risultati. Ripensare a tutto quello che è successo quest’anno è davvero incredibile».

Hai mai pensato alle medaglie d’oro?
«Assolutamente no. In quel momento mi dicevo che l’oro era impossibile. Ho cercato solo di fare il massimo: non avevo nulla da perdere ed era già una cosa bellissima essere lì e poter competere davvero. Mi sono concentrata esclusivamente sulla mia performance. Non so come, ma sono riuscita a lasciare fuori tutte le pressioni. Molti credevano in me, mentre io sapevo di non essere pronta e di non aver avuto l’allenamento per le Olimpiadi». 

Federica Brignone
Federica Brignone di ritorno a Kronplatz

La svolta può essere arrivata a Kronplatz, nel giorno del tuo grande ritorno?
«Sicuramente quella gara mi ha fatto credere di poter evitare una figuraccia e di poter stare in pista per due manche complete. Poi il risultato non era prevedibile. Ho capito che, pur sciando ancora in condizioni non perfette, potevo stare nella top 6. Nello sci sappiamo bene che ci sono giornate in cui sei imbattibile e altre in cui, anche se stai benissimo, non riesci a vincere. Era comunque un punto interrogativo, ma sapevo di avere ancora delle qualità e di poter fare due manche al meglio».

È presto, ma il prossimo inverno ci saranno i Mondiali a Crans Montana, dove hai vinto tanto…
«È uno stimolo importante, però non so ancora se sarò in grado di provarci in più discipline. Dovrò capire come starò fisicamente. Sono consapevole della situazione e cercherò di fare il massimo».

Federica Brignone a La Thuile
Federica Brignone

Ti senti responsabile di essere un esempio per i giovani?
«Cerco di comportarmi nel modo migliore possibile. Credo che il vero esempio non siano le parole ma i comportamenti. I bambini osservano e copiano quello che vedono. Per questo cerco sempre di fare la cosa giusta. Non so se ci riesco sempre, ma è sicuramente il mio obiettivo». 

Sotto il sole di Gressan, brillano le due storiche medaglie d’oro di Federica Brignone. L’inchino? «È stato il gesto di atlete che sanno cosa significa farsi male, affrontare un infortunio grave e tornare a gareggiare. Credo che sia stato soprattutto un segno di rispetto». Gesti e imprese che entrano dritti nella storia dello sport.

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