Marco Odermatt ha fatto ritorno in Val Gardena, ma questa volta senza sci ai piedi. Per provare a domare di nuovo la Saslong dovrà aspettare ancora qualche mese, intanto è tornato a salutare Rainer Senoner e lo staff del comitato organizzatore che lo hanno premiato per i risultati ottenuti lo scorso dicembre.
Lo svizzero, grazie al primo posto nella discesa sprint del giovedì e al doppio secondo posto del superG del venerdì e della classica discesa del sabato, si è aggiudicato il Val Gardena Südtirol Ski Trophy.
Otto podi in quattro edizioni, ma una scintilla che non è immediatamente scattata. «I primi anni qui in Val Gardena non andavano affatto bene gli sci – racconta nel cuore delle Dolomiti – La pista è straordinaria, è più pianeggiante di quanto vorrei e la trovavo difficile, specialmente essendo un gigantista. Ho dovuto fare molti cambiamenti e adeguamenti nei materiali, addirittura costruire degli sci completamente nuovi soltanto per questa gara. Quando i nuovi materiali hanno iniziato a funzionare, è cominciata questa serie positiva e da allora sono andato quasi sempre a podio. È sorprendente che io riesca a sciare così velocemente su questa pista».

Marco Odermatt si è goduto un breve soggiorno in Val Gardena, scalando il Sassolungo insieme a una guida alpina per poi ritirare il mezzo busto tridimensionale in legno e l’assegno da 5.000 euro messo a disposizione proprio per questo premio speciale. «Normalmente vengo qui prima di Natale per le gare e poi riparto subito – aggiunge – Non c’è tempo per esplorare i dintorni, per esempio facendo il Sellaronda».
Il focus del campione elvetico è già sulla prossima stagione che culminerà con i Mondiali di Crans Montana, ma un piccolo sguardo va alla rassegna del 2031 che si svolgerà proprio in Val Gardena. Ci sarà ancora Marco Odermatt? Promette di esserci, senza conoscere la veste.

«Poter partecipare a un Mondiale in casa è bello – si sofferma – È anche un grande obiettivo, ma sono già campione iridato in tre discipline. Per questo posso allentare un po’ la pressione e godermi i Mondiali in casa. Nel 2031 vi prometto che ci sarò. Non so però dirvi in quale veste. È molto probabile che tra quattro anni e mezzo gareggerò ancora. Se così non dovesse essere, sarò di sicuro presente come fan e turista, così da poter finalmente venire qui a sciare».


