Giorgia Collomb ha da poco concluso un blocco di lavoro sulla neve al Passo dello Stelvio. È stata la prima uscita in pista dopo l’intervento chirurgico alla schiena. L’azzurra ha lavorato in gruppo e ha ripreso a pieno ritmo l’attività.
La valdostana, subito dopo il ritorno a casa, è stata ospite del Giro della Valle d’Aosta ed è salita sul palco della Piazza d’Armi, all’interno del suggestivo Forte di Bard – sede di arrivo di tappa – per premiare la maglia bianca, simbolo indossato dal miglior giovane.
Ben ritrovata Giorgia, come stai?
«Sto molto bene e sono davvero contenta di come sta andando questa estate. Devo dire che ero un po’ preoccupata per il ritorno sugli sci dopo quattro mesi di stop, che sembrano pochi ma in realtà sono stati lunghi. L’operazione è andata molto bene e, soprattutto, sono riuscita a fare una preparazione atletica adatta alla mia condizione. Sto lavorando tantissimo per cercare di non avere più quei problemi alla schiena».

Quali sono state le sensazioni al ritorno sugli sci?
«Il feeling è stato molto positivo e dal punto di vista atletico sono soddisfatta. Adesso bisogna continuare a lavorare: l’estate è ancora lunga, anche se ottobre e l’inizio della stagione sono dietro l’angolo. C’è ancora tempo per migliorare, ma non bisogna mollare nemmeno di un centimetro».
Quest’anno hai iniziato a lavorare con Luca Agazzi e un gruppo in parte nuovo. Quali sono le prime impressioni?
«Il gruppo mi piace davvero tanto. Secondo me siamo tutte atlete molto forti e credo che durante l’inverno ci stimoleremo parecchio a vicenda. I tecnici li conosco ancora poco perché con Luca ho lavorato soltanto in questi giorni allo Stelvio, ma l’impressione è quella di un team molto organizzato, con le idee chiare, e questa è una cosa che mi piace parecchio. Sono entusiasta del gruppo e delle possibilità che avremo di lavorare insieme. L’organizzazione mi sembra molto solida e sono convinta che questo sarà un valore aggiunto durante la stagione».

Ti piace il ciclismo?
«Devo essere sincera: preferisco guardare il ciclismo piuttosto che praticarlo. Non sono una grande amante della bici, è una questione personale. Preferisco lavorare in palestra e sollevare pesi, anche perché con la mia fisicità è il tipo di allenamento che mi si addice di più».
Novità nella preparazione?
«Quest’anno ho cambiato impostazione e mi sto facendo seguire da un centro svizzero. Stiamo lavorando molto bene e sento già i benefici del lavoro svolto. Naturalmente è un percorso appena iniziato, quindi i risultati si vedranno soprattutto nel lungo periodo. L’obiettivo è correggere alcuni aspetti nei quali l’anno scorso ero un po’ carente e che probabilmente hanno contribuito anche ai problemi alla schiena. In questo momento, però, la priorità assoluta è stare bene. Non penso ancora alle gare o ai risultati: voglio prima di tutto ritrovare la migliore condizione fisica».

Quando partirai per Ushuaia?
«Abbiamo il biglietto per il 23 agosto. Quest’anno anticipiamo leggermente rispetto alla scorsa stagione perché Sölden arriva presto e dobbiamo prepararci al meglio. Prima della partenza faremo ancora il consueto raduno di slalom in capannone, poi voleremo in Argentina. A Ushuaia il lavoro sarà quello di sempre: una routine che ormai conosciamo bene. Nonostante sia dall’altra parte del mondo e la trasferta non sia semplice, lì troviamo sempre ottime condizioni per allenarci e arrivare in Europa pronti per l’inizio della stagione».


