Giornata nera per gli azzurri

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"Meno male che ce la siamo tolta" ha commentato Claudio Ravetto

Le prove cronometrate avevano parlato chiaro. I nostri discesisti non ‘digeriscono’ la Saslong. L’acuto di Heel nel superG, in cui tutta la squadra ha dato ottime risposte, ha confermato che dove c’è da sciare e tirare curve gli azzurri ci sono. Sulla scorrevolezza pura c’è ancora da lavorare. Questa mattina in ricognizione i volti non erano dei più sereni, il risultato finale ha confermato le previsioni. Cielo coperto, leggera nevicata proprio mentre partivano i primi concorrenti. Inoltre il forte vento nella parte alta ha costretto Rainer Senoner e i suoi uomini ad abbassare la partenza sotto il primo muro, togliendo una delle difficoltà del tracciato. Umidità piuttosto elevata e neve molto simile al sapone. «È davvero difficile trovare un compromesso tra ‘tenere’ e incidere con le lamine. Basta nulla e al traguardo hai beccato dei decimi che non sai da dove arrivano» ha commentato Staudacher all’altezza del Socher, mentre studiava le linee da adottare. Condizioni che hanno esaltato gli scivolatori: il re di questi è Miki Walchhofer che ha letteralmente ‘demolito’ gli avversari, rifilando mezzo secondo a un convincente Bode Miller, mentre completa il podio il redivivo Manuel Osborne-Paradis, un altro che quando si tratta di fare andare gli sci non è secondo a nessuno. Caratteristica tipica dei nord-americani, che infatti hanno monopolizzato la top ten: oltre ai due già citati, quarto posto per Marco Sullivan, quinto per Erik Guay (delusissimo dopo aver dominato le prove), settimo Erik Fisher, vera rivelazione di questa due giorni gardenese. Nono Stevan Nyman e decimo TJ Lanning. Per gli azzurri si è difeso Peter Fill, diciassettesimo, mentre Heel ha concluso ventitreesimo e Staudy ventinovesimo. Gli stessi risultati delle prove, insomma. "Speravamo succedesse qualcosa – ha commentato un Ravetto un po’ sconsolato nel motorhome Fisi al traguardo – ma è andato tutto secondo aspettative, purtroppo. La Saslong è una bella pista, ma non è adatta al nostro modo di sciare. Per fortuna non ce ne sono molte altre con queste caratteristiche". E mentre in casa Austria si festeggia la vittoria di Walchhofer (che bissa quella dell’anno scorso) e il pettorale rosso della discesa libera, segnaliamo comunque il secondo posto di ‘Pietro’ Fill nella graduatoria di specialità a soli 39 punti di distanza. E a Bormio se ne potrà riparlare. Intanto il Circo Bianco si è già messo in moto verso l’Alta Badia, domani è già ora del gigante sulla Gran Risa. La viabilità sul Passo Gardena è stata ripristinata e tutti sono in auto alla volta di La Villa. Anche noi, naturalmente, per tenervi informati.

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