«Johan è una ‘bestia’», parola di Erik Seletto

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«Mi toccherà bere champagne, anche se preferisco il prosecco».
Erik Seletto non ha ancora avuto granché tempo per festeggiare la medaglia di Johan Clarey. Lo ha portato sulle spalle prima della premiazione, ma poi subito ricognizione dei superG, quindi analisi video, prima di mettersi finalmente a tavola alla fine di una giornata lunga e impegnativa, ma gratificante, vedendo un quasi coetaneo salire sul podio olimpico.
Erik, per chi non lo sapesse, è nello staff tecnico dell’Equipe de France di discesa.

Insomma, dietro all’argento di un ragazzino di 41 anni e passa c’è anche il suo lavoro.«Fisicamente è ancora una bestia. Abbiamo la fortuna di avere diversi giovani in squadra e sono per lui uno stimolo: quando facciamo test o prove atletiche vuole sempre stare davanti a loro, anche se hanno quasi vent’anni di meno. E poi ha una testa incredibile».

Testa e fisico, non bastano, però.
«Beh, anche tecnicamente ci sa fare… Ha avuto qualche infortunio da giovane, ma in Francia lo hanno saputo aspettare. E man mano è cresciuto».

Sino al coronamento di un sogno.
«Ogni stagione pensiamo che all’inizio che ci dica che sia l’ultima. Invece migliora sempre nel corso dell’inverno e alla fine ci dice sempre che andrà avanti ancora un anno. Cosa deciderà per la prossima? E chi lo sa. Anche nel 2019 dopo l’argento in superG ai Mondiali di Åre, abbiamo anche pensato che potesse ritirarsi, invece è ripartito subito. Forse non sa ancora cosa vuol fare da grande… È un grande atleta, ha sempre fatto l’atleta e sta bene. Ripeto ha il fisico di ventottenne e la mentalità di un ventenne».

Ma onestamente se lo aspettavate?
«Ad inizio stagione, in tante discese aveva ottimi parziali nella prima parte di gara, penso per esempio anche alla Val Gardena, ma poi non c’era quella presa di rischio sino alla fine. Poi è arrivata Kitz, che si sente nelle corde, ed è partito con motivazioni a mille per Pechino. Il risultato lo avete visto».

Ma cosa si dice ad uno come lui in partenza?
«Beh, c’è ben poco da dirgli…».

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