Ragazzi e Allievi, le categorie più difficili da gestire

Pubblicato il:

A qualsiasi livello, in particolare ai vertici della Coppa del Mondo, oltre alla tecnica è sempre più importante la mentalità con cui un atleta affronta le proprie sfide e difficoltà. «Per dirla all’americana, è una questione di Mindset – afferma Ivan Mazzoleni, presidente del Prato Nevoso Team – Anche in natura e nella fisica, i punti critici sono sempre i passaggi di stato o i momenti di transizione evolutiva. Utilizzando una metafora biologica, le categorie Children possono essere comparate a una vera e propria transizione di stato, perché gli atleti si trovano nella piena fase evolutiva che li porterà dallo stato di bambini alla maturità». Nei Ragazzi e negli Allievi si vive quel periodo in cui cambia la struttura dell’individuo e si modifica il rapporto con i genitori. «Per lo sci non è differente – sostiene Claudio Ravetto – lo sci è un’espressione del proprio carattere». Così al Prato Nevoso hanno progettato un percorso educativo specifico per queste categorie, affidando un ruolo significativo a Fabio Vottero, allenatore federale di terzo livello, ma soprattutto laureato in psicologia dello sviluppo e dell’educazione, specializzato in psicologia sportiva, mental coaching e training.

Fabio, cosa intendi per mental training? 
«È la metodologia di insegnamento volta all’aumento della consapevolezza dell’atleta in merito alle proprie emozioni e sensazioni. L’obiettivo è quello di riconoscere e gestire le proprie emozioni come alleate delle prestazioni, per poterla quindi ottimizzare. Noi seguiamo il metodo S.F.E.R.A. (Sincronia, Forza, Energia, Ritmo, Attivazione, ndr) di Giuseppe Vercelli o lavoriamo su abilità mentali allenabili, che sono presenti e intervengono in ogni sfida con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente».

Come lo fate?
«In primis, sono fondamentali una comunicazione efficace abbinata al contatto visivo con i propri atleti, utilizzando non solo indicazioni e ricette tecniche perentorie, ma anche domande potenti e mirate per aiutare i ragazzi a riflettere sulle sensazioni provate durante le loro discese. Gli abbracci sono inoltre un ingrediente centrale della nostra metodologia. La definizione degli obiettivi è uno strumento fondamentale per creare consapevolezza negli atleti. Prefissarne uno, valutarne gli ostacoli e quali possono essere invece gli alleati che possono intervenire, è un passo importantissimo per la definizione di un piano d’azione per raggiungerlo».

In cosa educate i ragazzi? 
«Insegnamo loro a utilizzare correttamente l’immaginazione per riuscire ad avere una connessione mente-corpo più profonda. In fase di concentrazione le monoidee focalizzate ci permettono di attivare il corpo in direzione dei nostri pensieri. A questa fase, affianchiamo il self talk, che non va fatto a caso, ma è di assoluta importanza la qualità del dialogo interiore dell’atleta. Un altro aspetto è l’autoefficacia, ovvero il livello di autovalutazione delle proprie abilità che permette agli atleti di riconoscere ciò che sanno fare bene e ciò che vogliono migliorare. In parallelo, lavoriamo sulla percezione delle energie e del ritmo, nello spazio-tempo»

In che contesto inserite questi processi educativi? 
«Questa metodologia non è una ricetta magica, è però efficace se inserita in un contesto relazionale sufficientemente maturo e disegnato per questi obiettivi. Questo è il motivo per cui il nostro club è costruito sul triangolo relazionale coach-atleta-genitore. Altrimenti rimane tutto astratto».

Ultime notizie

Svelate le squadre del Comitato Veneto guidate da Micheluzzi e Gaspari

Il Comitato Veneto riparte con le nuove squadre regionali, definite e ufficializzate nelle scorse...

Urs Lehmann torna in Fis: sarà segretario generale ad interim

L’uscita di scena prima delle elezioni, per poi ritornare subito dopo, con la nuova...

La gondola 33 di Kitzbühel è di Giovanni Franzoni

Cinque mesi dopo l'impresa, Giovanni Franzoni è tornato a Kitzbühel. Non con gli sci...

Svelati gli emblemi dei Giochi Olimpici e Paralimpici “Alpes 2030”

Dalle emozioni di Milano Cortina 2026 all’attesa per le Alpi 2030. Il testimone passa...

Altro dal mondo neve

Schieppati e Liore alla direzione tecnica e sportiva del Crammont. Raccolgono il testimone di Luca Rossi

Una nuova generazione alla direzione dell’Equipe Crammont Mont Blanc, senza però rinunciare all’identità, alla...

Bardonecchia, il punto di fine stagione con il nuovo dt Platinetti

Primo anno nel ruolo di direttore tecnico allo sci club Bardonecchia per Alberto Platinetti,...

I Pulcini dello Ski College Limone raccontati da Carlo La Magna Zimmermann: pali sì, divertimento pure

In due occasioni, durante la stagione 2025-26, abbiamo incontrato Carlo La Magna Zimmermann, responsabile...