Un allenatore italiano per la nuova sfida della Thailandia

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Attilio Perona la sua vita l’aveva cambiata già due anni fa, decidendo di ‘mollare tutto’ (è stato allenatore all’Equipe Limone, al Mondolè e al Sansicario) e trasferirsi in Thailandia. Nel frattempo i vertici del comitato olimpico e della federazione thailandese hanno in testa un progetto importante, quello di qualificarsi per le Olimpiadi giovanili di Losanna 2020 anche nello sci alpino. Nel ghiaccio, ma anche sulla neve con il fondo, la Nazionale c’è, nello sci alle Olimpiadi coreane c’era il solo Nicola Zanon, trentino della Val di Rabbi e mamma thailandese.
Hanno selezionato alcuni giovani atleti, presi da skating e roller, hanno provato lo sci prima in Thailandia in una struttura indoor, Slopemonster, e poi sulle Alpi, anche in Italia, ma serviva un allenatore. E in Thailandia di allenatori non ce sono. O meglio adesso c’è Attilio Perona. Lo hanno contattato e lui ha accettato l’incarico. «Il progetto è ambizioso – ci ha raccontato dalla Nuova Zelanda – anche se ovviamente non sarà facile qualificarsi. Staremo due mesi in Nuova Zelanda, che è a sole cinque ore di volo da Bangkok, e proveremo a fare i punti che servono per Losanna 2020. Non potremo partecipare alla ANC visto che sono tutti NC, ma punteremo sulle Fis per arrivare al minimo necessario. Adesso ci stiamo allenando tutti i giorni a Cardona dove le condizioni sono buone, faremo più gare possibili qui, sperando che arrivi un po’ più l’inverno, visto che a Coronet Peak in questi ultimi giorni ha piovuto. Ci proviamo, l’entusiasmo c’è, la voglia di allenarsi anche. Vedremo. Ce la giocheremo con Messico, Colombia, Sudafrica…». Le risorse non mancano: il numero uno della federazione è anche presidente della maggiore compagnia petrolifera della Thailandia, la PTT, e ha messo sul piatto tutto quello che poteva servire: voli (e tra gli sponsor c’è anche Thai airways), chalet a Cardona, attrezzatura, tutto a spese della federazione. Sono in tre, due ragazze, la sedicenne Pimsirilak Saytin e la quindicenne Nichakan Chinupun, e un ragazzo Natthawut Hiranrat, 15 anni: non ci resta che fare un po’ il tifo anche per loro.

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