Tutto un altro sciare, in Italia parte un progetto per lo sci in Senegal

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I campionati nazionali del Senegal a Madonna di Campiglio? Vi saresti chiesti il perché anche voi. Merito di Gabriella Aminata Fall, origini bresciane, ma da tempo residente in Val Rendena, dove ha scia con i colori dello Sporting Campiglio. «Ma mio papà era senegalese: mi aveva portato a sciare quando era bambina. Adesso lui non c’è più, ma nel suo ricordo ho ripreso a sciare. Tardi, aggiungo, non ho chissà quali ambizioni, ma l’entusiasmo per aver organizzato questi campionati ha coinvolto tutti, credo e spero che sia un trampolino di lancio per il futuro della federazione senegalese. Per me è diventata anche una ‘questione’ affettiva. Sono state gare bellissime, ben punteggiate, con presenze importanti».

Ve lo ricordate Lamine Guèye? Classe 1960, è stato il primo sciatore dell’Africa sub-sahariana nella storia dei Giochi Olimpici invernali, a Sarajevo nel 1984. Presente anche ai Giochi nel 1992 ad Albertville e nel 1994 a Lillehammer, a cinque Mondiali, in Coppa del Mondo con 25 prove all’attivo. E presente in gara anche a Madonna di Campiglio, presidente-atleta della federazione. «Lamine è molto rigoroso – ancora Aminata – chi gareggia con i colori del Senegal deve essere senegalese. Attualmente siamo in tre ‘active’, ma l’obiettivo è quello di allargare la base. Lo sport è sempre momento di integrazione, per lo sci c’è qualche problema in più, soprattutto logistico, ma ci crediamo. Abbiamo fondato una onlus ‘Tutto un altro sciare’ sperando di coinvolgere sempre più giovani verso lo sci. Magari tra un po’ ci vedrete alle gare con il nostro pulmino, come un vero sci club». Senegalesi ma non solo, e non solo che vivono in Italia. «Beh, il fatto che una gara, quella Fis, l’abbia vinta una keniana, Sabrina Simander è stato esaltante per tutti noi. Se ci saranno ragazzi e ragazze di altre nazioni li aiuteremo sicuramente, e se ci saranno senegalesi che vogliono sciare che vivono in altre nazioni oltre all’Italia saranno i benvenuti. Sempre nella massima trasparenza perché su questo Lamine è intransigente. Da sempre lotta nella Fis per il riconoscimento e la presenza dei piccoli paesi nelle Olimpiadi». Per la cronaca il gigante dei campionati senegalesi lo hanno vinto Luisa Bertani e Giulio Bosca, quello Fis appunto Sabrina Simander e Giordano Ronci.

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