Sarà come dice Christof Innerhofer che serve crederci sempre, ma aggiungiamo noi serve anche talento. Eccome. Sarà che conta non mollare, la testa, la voglia. Ma se non hai classe non primeggi. E’ la solita miscela vincente, ma Inner sul Lauberhorn è andato oltre: a poco più di mezzo secondo dal podio su una pista mito, che lo ha visto in passato anche vincere. A lui sembra che sia tutto normale, ma non è così. Forse sbagliamo noi a vedere una età finale, un capolinea, un termine stabilito. Inner no. Ha ragione Inner?. E il pusterese è andato oltre alle critiche e a chi sosteneva che era giunta l’ora di mollare.

Invece a 40 anni suonati è rinato, una seconda vita. A questo punto ci viene da dire che davvero possiamo aspettarci di tutto da questo sempreverde velocista, mai domo, mai stanco, mai soddisfatto. Altro che il vecchio Inner va forte ormai solo su nevi non dure eccessivamente ,a Wengen c’era ghiaccio.
Eccolo: «Sto bene, sto attraversando un momento di forma. E credo di avere ancora margine. Ho fatto bene a non mollare, questo è un risultato della mia determinazione, della consapevolezza che posso dire ancora la mia e competere con gente che ha 15 anni meno di me. Sento amore dei tifosi, della gente. Mi sostengono, è bellissimo. Qua a Wengen in tanti facevano il tifo per me. E’ fantastico, vuol dire che ho lasciato un segno». Eccome se lo hai lasciato.. Anni da leader. Poi un momento difficile e adesso ancora a lottare con i primi a 41 primavere. Eccezionale davvero. Chiude: «E non è finita qua., Adesso la Streif di Kitz e poi le Olimpiadi sulla Stelvio di Bormio. Altre piste mito, siamo qua a provarci sempre». E da competitivo, aggiungiamo noi.




