Val d’Isère, ecco gli highlight

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Il week end di Val d’Isere ci consente di trarre numerosi spunti interessanti, a cominciare dal duello Pinturault-Hirscher, fenomenali in entrambe le gare. Soprattutto per il campione francese, sembra dovuto un approfondimento, ma rimandiamo alla prossima occasione, che non mancherà di certo.

CAPOLAVORO LUITZ – Oggi merita attenzione la performance del giovane atleta tedesco, Stefan Luitz, classe 1992. Partito con il numero 35, chiude la prima manche al venticinquesimo posto, qualificandosi agevolmente per la seconda prova. La manche decisiva è un capolavoro. Luitz aggredisce la pista senza alcun timore, quasi con incoscienza, ma mai in affanno, sempre continuo e preciso nell’azione. Va detto che si è gareggiato sulla pista più difficile del circuito sia per quanto riguarda il pendio, ma soprattutto per via delle distanze tra le porte (23 metri circa). Lo spazio tra una curva e l’altra è limitato e le nuove sciancrature e lunghezze degli sci da gigante hanno reso questa gara di una difficoltà estrema.

TEMPISMO E FLUIDITA’ PER IL TEDESCO – Luitz ha trovato l’equilibrio ed i tempismi perfetti. Una prova sempre a tempo, fluido nell’azione e bravissimo in ingresso curva dove è molto rapido a “girare i piedi” e trovare l’appoggio immediato per far condurre lo sci e creare velocità. Nella parte centrale della manche costruisce la sua impresa, guadagnando un’enormità sugli avversari. L’assetto sugli sci è piuttosto basso, ma sempre centrale, in grado di dare spinta agli sci sfruttando la reazione degli stessi senza disequilibri. Al traguardo passa al comando davanti a Roberto Nani, autore di una grande gara (decimo posto finale), ma staccato di più di un secondo dal tedesco. Passano pochi atleti e ci si rende immediatamente conto che si sta assistendo ad una rimonta memorabile. Infatti arriva il podio. Un secondo posto alle spalle del solo Marcel Hirscher che vantava 2”75 di margine dopo la prima frazione, ridotti poi a 1”16. La Germania trova un nuovo campione, del quale sentiremo parlare spesso in futuro.

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