Vail 2015, il punto di De Chiesa

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«Velocità? Bilancio sconfortante»

Non seguendo il calcio, sono refrattario ai processi sportivi e non ne faccio, tanto più senza averne titolo. Sono calate le tenebre anche sulla combinata maschile e, a meno di imprevedibili colpi di scena in quella femminile, il bilancio azzurro nelle gare veloci è sconfortante. Parliamoci chiaro: gli occhi di tutti erano puntati su Dominik Paris, autore di una stagione straordinaria! Ma Paris non ce l’ha fatta, tornandosene a casa con le pive nel sacco, salvo stupire con un 10° posto in combinata dopo una modestissima discesa, a quasi due secondi da Jansrud. Col senno del poi, vista la stupefacente prova in slalom, se Dome avesse sciato all’80% sulla Birds of Prey, adesso saremmo qui a commentare la sua medaglia! Ma quella maledetta curva in fondo al piano iniziale, lavorata artificialmente in pendenza a sfavore rispetto alla gara di dicembre, non gli andava giù, tanto da sbagliarla in prova e in gara. Christof Innerhofer avrebbe potuto dare la zampata attingendo dalle scorte di talento personale, ma la schiena l’ha ridotto maluccio e, su una neve dura solo all’apparenza e sotto la patina scivolosa formatasi in superficie per le temperature elevate, è il primo ad ammettere di non essere bravo come gli altri. Anche Werner Heel e Matteo Marsaglia, assai meno accreditati, hanno sciato sotto standard, ad onor del vero mai elevato quest’anno ad eccezione di sporadiche escursioni. E le donne? Non potendo che essere negativo il giudizio complessivo, mi dispiace che la grandezza di Daniela Merighetti, ottava in discesa con due placche di titanio nella mandibola, sia stata offuscata dalla mania nostrana di fare di tutte le erbe un fascio. Se permettete, Dada merita un plauso e un encomio solenne per il coraggio e la bravura dimostrati su una pista come la Raptor: non credo che un uomo sarebbe stato altrettanto temerario! Concludo con un’altra deroga, certo che Elena Curtoni, decima in superG., abbia fatto un’ottima gara, come sempre andrebbe riconosciuto per aver sciato al massimo delle proprie possibilità. Non ci resta che aspettare le ultime gare, sognando di essere diventati improvvisamente bravi in parallelo: di questi tempi, anche una medaglia a squadre sarebbe preziosa!

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