Una settimana a Sölden. Odermatt, uomo solo al comando. E la storia?

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Una settimana al via anche della sessantesima edizione della Coppa del Mondo di sci alpino maschile. Per gli uomini l’opening sarà previsto, come da tradizione, dopo la gara femminile, cioè domenica 26 ottobre 2025. Ovviamente sempre in slalom gigante.

Le competizioni contemplate in calendario per i ragazzi sono 38 (una in più rispetto al femminile), ovviamente meno delle consuete 40-43 presenti in una stagione senza i cosiddetti grandi eventi; in questo caso il grande evento c’è, eccome, e sarà in Italia dal 6 febbraio al 22 febbraio: i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Ancora una volta non può non essere rimarcata la differente distribuzione fra le varie specialità, visto che sono previste 9 discese, 9 super-G, 9 giganti e 11 slalom, per un totale di 18 gare veloci e 20 competizioni tecniche. Più o meno come al femminile.

Tutto questo al netto di rinvii e cancellazioni. Va rimarcato come, al riguardo, sono previste date di potenziali recuperi già fissate nell’arco della stagione.

Brignone e Odermatt, i dominatori della stagione 2024-2025 ©Agence Zoom

Detto ciò, a livello maschile il discorso è molto diverso rispetto almeno alle prospettive della stagione femminile. Perché da anni, come in realtà è capitato spesso anche in passato, c’è un dominatore, un monarca assoluto, detentore da quattro edizioni del trofeo di cristallo e in grado, potenzialmente, di dettare legge anche per il prossimo quadriennio, soprattutto se ne avrà voglia. Ha 28 anni, è svizzero, non fa parte di un team privato anzi, lavora perfettamente in squadra, assieme ai compagni di cui è mentore, guida, amico e primo tifoso. Un esempio clamoroso. Si chiama ovviamente Marco Odermatt. Il passato ci viene in soccorso perché l’albo d’oro maschile è ricco di ere dominate da un solo sciatore: per esempio Jean-Claude Killy, che agli albori del circuito vinse la prima edizione della Coppa del Mondo (1967) conquistando 12 gare su 17, in tutte le specialità, fino a sbancare poi i Giochi casalinghi di Grenoble ’68 con tre ori (discesa, slalom e gigante), ritirarsi e dedicarsi a mille attività.

Jean-Claude Killy e Nancy Greene
Jean-Claude Killy e Nancy Greene, vincitori della prima edizione della Coppa del Mondo generale

Come lui, va detto, molti altri, a partire da Gustav Thöni, mattatore dei primi anni ’70 fino a metà del decennio, dominatore anche dei Mondiali di St. Moritz ’74 e naturalmente trascinatore principe della Valanga Azzurra. Subito dopo ecco Ingemar Stenmark, che senza regolamenti arzigogolati di coppe probabilmente ne avrebbe almeno altre tre in bacheca, oltre a quella conquistate dal 1976 al 1978,

Thöni e Stenmark
Ingemar Stenmark e Gustav Thöni in Val Gardena nel 1975 per il parallelo più famoso della storia

I mitici anni ’80 sono stati dominati da Phil Mahre prima e dal duo Zurbriggen-Girardelli poi. La loro epopea è stata unica: dalla stagione 1983-1984 a quella 1990-1991 solo lo svizzero e l’austro-lussemburghese hanno alzato il trofeo, sfidandosi anche sul filo di lana (per esempio nel 1986) con il solo Alberto Tomba (nel 1988 e nel 1991) capace di farli tremare. Girardelli ha chiuso il ciclo in gloria vincendo anche la sfera di cristallo del 1993, la quinta e ultima, a quell’epoca record assoluto davanti a Gustav Thöni.

Pirmin Zurbriggen e Marc Girardelli

Poi è arrivato il dominio austriaco (sempre ricordando che Girardelli austriaco lo era, ma gareggiò per il Lussemburgo) griffato Hermann Maier-Stephan Eberhather, una liberazione per il Wunderteam che non conquistava la Coppa del Mondo maschile dal 1970. Altri dominatori sono stati Svindal, Miller, ma soprattutto Marcel Hirscher, primo per 8 anni consecutivi (record assoluto) e appunto oggi Marc Odermatt.

E a livello di arrivi in volata? Se ne contano moltissimi. Dalla sfida Duvillard-Thöni del 1972, decisa all’ultima gara in favore del campione di Trafoi, fino ovviamente al leggendario duello Thöni-Stenmark chiusosi il 23 marzo 1975 sulla pista Ronc di Ortisei in Val Gardena, con un altro protagonista assoluto di cui ci si ricorda poco per quell’edizione, l’immenso Franz Klammer. Elettrizzante anche il duello tutto norvegese Kjus-Aamdot per la Coppa del Mondo 1999, vinta dal primo a quota 1465 punti, contro i 1442 del compagno-amico-avversario. Incredibile la stagione 2003-2004, quando per le Finali al Sestriere si presentarono in 4 per una Coppa, con un pathos incredibile. E tre erano austriaci: Hermann Maier, che alla fine la spuntò dopo il terribile incidente in moto (una favola), il grande rivale Stephan Eberharter, detentore del trofeo, Benjamin Raich e Bode Miller, che poi la Coppa l’avrebbero comunque vinta successivamente.

Hermann Maier ©Agence Zoom

Marcel Hirscher, nonostante due grandi avversari come Henrik Kristoffersen e Alexis Pinturault, soffrì soprattutto nella sua prima stagione trionfale in Coppa, quella 2011-2012, quando la sfida con un imprevedibile Beat Feuz (futuro campione olimpico e mondiale in discesa libera) all’epoca estremamente competitivo anche in superG e combinata, si concluse all’ultima gara: Marcel si impose per 25 punti, 1355 a 1330 e diede il via alla sua epopea. Come non menzionare, infine lo sfortunato epilogo della stagione 1987-1988, quella che proiettò Alberto Tomba nell’olimpo dello sci (di nome e di fatto), ma che si concluse con la beffa di Saalbach, in Austria, quando la sfera di cristallo sembrava ampiamente alla portata del bolognese e invece prese la via di Saas-Almagell, casa di Pirimin Zurbriggen. Tomba si sarebbe rifatto con gli interessi nel 1994-1995.

Marc Girardelli, Alberto Tomba, Kjetil André Aamodt sul podio del gigante olimpico di Albertville 1992 @Zoom Agence


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