Thoeni-Stenmark, 50 anni fa il mitico parallelo in Gardena

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Si narra ancora oggi che la stragrande maggioranza degli italiani abbia scoperto lo sci (declinato come turismo) grazie al giorno dei giorni, 23 marzo 1975. E un fondo di verità c’è. Cinquant’anni fa la sfida Gustav Thöni vs Ingemar Stenmark sulla pista Ronc di Ortisei in Val Gardena portò oltre 40.000 persone al parterre di gara e più di 20.000.000 di appassionati del Bel Paese a collegarsi sul secondo canale RAI. Cose da fantascienza. 

Come da fantascienza fu l’intera stagione 1974-1975, che si chiuse con un gara di “parallelo”, appunto, avallata da Mario Cotelli in sede di meeting FIS estivo, perché lo stesso “guru” della Valanga Azzurra riteneva, sbagliando, che sarebbe stata solo una passerella conclusiva per l’ennesimo trionfo azzurro in Coppa del Mondo, griffato Gros o Thöni. Non fu così perché erano stati sottovalutati i podi del biondo svedese con le lentiggini ottenuti a nemmeno 18 anni nella stagione 1973-1974 e perché nessuno aveva intuito il potenziale di Franz Klammer, che esplose fragorosamente proprio in quell’annata agonistica. 

Ci sarebbe tanto da dire o ricordare sulle circostanze che portarono tre campioni a giocarsi la Coppa del Mondo all’ultima gara partendo da quota 225 punti, con il regolamento di allora (stagione suddivisa in tre parti, gli scarti, 25 punti per la vittoria, 20 per il secondo posto, 15 per il terzo), ben diverso da quello odierno. Un altro mondo. Qui basti ricordare che Klammer vinse 8 discese su 9 (e se non avesse perso uno sci per l’apertura improvvisa di un attacco a Megève, portando a casa i punti sia della discesa sia della combinata, sarebbe diventato irraggiungibile in classifica), l’impresa in slalom a Sun Valley di Gustav Thöni, che poteva solo vincere per tenere aperto il discorso coppa, e la costanza di Stenmark lungo tutto l’arco della stagione tra gigante e slalom. Pierino Gros, vincitore del trofeo nel 1974, partì alla grande per poi spegnersi un po’ nel finale e uscire dalla lotta per la coppa di cristallo, mentre Thöni, al solito un diesel, si scatenò a gennaio con le combinate, tornando prepotentemente in gioco per la classifica generale. Contro Stenmark e Klammer. 

Il 23 marzo sulla pista “Ronc” di Ortisei la tavola è apparecchiata per “il giorno dei giorni”. E sarà così grazie anche alla potenza politica di Mario Cotelli, che riuscirà a forzare la mano per avere comunque un tabellone tennistico pro Thöni, con Stenmark dall’altra parte e Klammer nella morsa di altri azzurri, ben più slalomisti di lui (e infatti uscì subito di scena per mano del bravissimo Helmuth Schmalzl). Tutti aspettano la sfida finale Thöni-Stenmark e così accade, ma per arrivarci succede di tutto, come la farsa del polacco Jan Bachleda nella II manche dei quarti di finale con Stenmark (uscita goffa dopo aver conquistato oltre due secondi di vantaggio per l’errore di Stenmark nella prima prova, si disse sotto lauto compenso, indiscrezione mai provata), l’abbandono di Tino Pietrogiovanna contro Gustav agli ottavi dopo una porta (altro non poteva fare…), con Thöni che spinge a fondo pur avendo già passato il turno per provare il pendio in ogni suo passaggio e scoprire che nel finale, ripido e ghiacciato, è meglio non rischiare. Tattica che tornerà utilissima nello scontro conclusivo. In semifinale il compianto Fausto Radici impegna allo stremo Ingemar, va vicino anche a batterlo, ma alla fine si deve arrendere. Finirà quarto. 

All’ora di pranzo inoltrato Thöni e Stenmark si sfidano nella prima manche dell’atto che decide la Coppa del Mondo maschile 1975. Lo svedese si intestardisce nel voler usare i suoi vecchi sci e non un modello più nuovo, ha anche festeggiato i 19 anni un paio di sere prima invitando pure Gustav a un brindisi in un albergo gardenese. Il campione di Trafoi ha studiato alla perfezione la strategia vincente con Mario Cotelli e lo staff azzurro: partire forte dal cancelletto, arrivare in vantaggio sulle lastre di ghiaccio ripide conclusive, costringere Stenmark a rischiare il tutto per tutto e poi… vedere cosa succede. Succede che va esattamente così nella prima manche e Ingemar, stringendo le linee nel finale dopo il distacco accumulato, recupera i metri persi, arriva forse anche a superare Gustav, ma prendendosi rischi pazzeschi per poi uscire sull’ultimo cambio di pendenza. Questa volta non ci sono recuperi mirabolanti come con Bachleda: lo svedese è fuori, Thöni taglia il traguardo da solo e la prima cosa che fa è risalire brevemente il pendio per consolare l’avversario sconfitto, immerso nella neve. Signori si nasce. E’ così che conquista la sua quarta Coppa del Mondo, in una giornata che non si potrà mai dimenticare. Mai. 

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