Tutti all’inseguimento di Marco Odermatt

Tutti all’inseguimento di Marco Odermatt. Con il gigante ha costruito la vittoria della Coppa del Mondo: primo a Sölden, primo a Val d’Isère, secondo e primo in Alta Badia, primo ad Adelboden, secondo e terzo a Kranjska Gora, primo alle finali di Meribel. Quando non è salito sul gradino più alto del podio, ne ha approfittato sempre e solo Henrik Kristoffersen che poi non è riuscito a mantenere la stessa continuità di risultati dello svizzero per contrastarlo nella sfida per la coppa della specialità. E se Odermatt ha deciso che squadra che vince non si cambia, il norvegese ha fatto una scelta diametralmente opposta, sposando lo sci di Marcel Hirscher. Il primo confronto sul Rettenbach, sarà anche interessante per quest’aspetto.

Henrik Kristoffersen e Marcel Hirscher ©Joerg Mitter / Red Bull Content Pool

Non sarà ovviamente una lotta a due. Lo svizzero i primi avversari li ha in casa, con i vari Gino Caviezel, Loïc Meillard e Justin Murisier (anche se il vallesano non sarà in gara a Sölden, ancora in fase di riabilitazione dopo l’operazione per un’ernia del disco), appena fuori dalla top7; anche per il norvegese concorrenza casalinga, anche se non si allena con la squadra norvegese, da Lucas Braathen a Atle Lie McGrath, mettendoci dentro anche Aleksander Aamodt Kilde che dopo il rientro dall’infortunio aveva puntato tutto sulla velocità e adesso ci mette dentro anche il gigante, in chiave overall.

Voglia di riscatto in casa Francia, verrebbe da dire. Il gigante olimpico è stato da incorniciare, bronzo per Mathieu Faivre, quinti con lo stesso crono Alexis Pinturault e Thibaut Favrot, ma in Coppa del Mondo non sono arrivati i risultati attesi dopo una stagione, quella 20/21 che si era chiusa con la Coppa di cristallo per Pinturault e il titolo mondiale per Faivre. Alexis (che ha appena pubblicato la sua biografia) è riuscito a salire sul podio due volte, dopo il quinto posto a Sölden, ma è anche finito oltre la decima posizione in quattro occasioni: ha cambiato allenatore con l’arrivo di Stéphane Quittet, con un chiaro obiettivo, quello dei Mondiali sulle nevi di casa.

Tempo di cambiamenti per la ripartenza anche per Mathieu Faivre che ha deciso di passare a Salomon. Nella squadra transalpina per Sölden, oltre a Pinturault, Faivre e Favrot si rivede Victor Muffat-Jeandet che ritrova il pettorale di Coppa del Mondo dopo l’infortunio alla caviglia rimediato nello slalom di Zagabria. Completano la rosa Cyprien Sarrazin, Loevan Parand e il debuttante Diego Orecchioni.

Mathieu Faivre ©Salomon

L’Austria dovrà fare a meno di Stefan Brennsteiner: si è infortunato al ginocchio in un allenamento, un problema al menisco e la speranza di rientrare già a dicembre. Così sul Rettenbach occhi puntati su Manuel Feller. A trent’anni la priorità diventa la famiglia, ma i guai alla schiena sono un ricordo e lo spirito è quello di quando di anni ne aveva dieci in meno. Più slalom che gigante, a Sölden non è mai entrato nella top ten, ma in fondo è stato lui il terzo nella classifica di gigante di Coppa del Mondo.

Marco Schwarz, Manuel Feller e Lucas Braathen ©Atomic

Dopo il podio a Sölden, la stagione di Coppa del Mondo di Zan Kranjec è stata un po’ tra alti e bassi, ma la medaglia olimpica è tra di quegli alti che cambiano una carriera. E comunque resta pur sempre nei primi sette del ranking di gigante.

Dove punta a entrare River Radamus, adesso tredicesimo: ha ritrovato in squadra Tommy Ford a tempo pieno, si è allenato in Cile, è andato a fare surf alle Fiji a casa di Julia Mancuso. L’anno scorso a Sölden aveva iniziato con un sesto posto, miglior piazzamento stagionale in Coppa del Mondo (ha chiuso sesto anche in Alta Badia), con un po’ di rammarico per quei 34 centesimi che l’hanno lasciato appena fuori dal podio olimpico.
E voglia di risalire anche per Filip Zubcic: tre vittorie in gigante in Coppa del Mondo, ma solo tre top ten nello scorso inverno. Viceversa l’ultima è stata la miglior stagione di Alexander Schmid con il primo podio (e in Alta Badia) in carriera per il tedesco. E diamo un’occhiata anche a Joan Verdú, l’andorrano che ha vinto la Coppa Europa di gigante e ha chiuso nono a quello olimpico.

Last but not least casa Italia. «Abbiamo un atleta nei sette, uno venticinquesimo, gli altri oltre la trentesima posizione: è un po’ una montagna da scalare». Non usa tanti giri di parole il dt azzurro Max Carca, sulla situazione del gigante azzurro. L’uomo nei sette, sesto nel ranking, è Luca De Aliprandini. «Ha testato molto quest’estate, ha lavorato con intensità. Insomma i compiti li ha fatti per bene, adesso è il momento delle prime interrogazioni». Il venticinquesimo è Giovanni Borsotti: i tempi negli allenementi sono vicini ai migliori, l’obiettivo è quella risalita da riprendere, già da Sölden. Come per Filippo Della Vite, Giovanni Franzoni, Alex Hofer, Simon Maurberger, Riccardo Tonetti e Hannes Zingerle, gli altri convocati, insieme a Dominik Paris, per l’opening austriaco. Giovani e meno giovani che dovranno lottare nelle retrovie. Non c’è Alex Vinatzer: il gigante è in questa stagione una opzione concreta, ma si valuterà cammin facendo, partendo dalla Coppa Europa.

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