Tranchina sceglie il Marocco e sogna le Olimpiadi

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È cresciuto sulle piste del Piemonte, ha fatto parte della squadra regionale AOC per tre stagioni, ora ha invece deciso di cambiare bandiera. E di gareggiare per il Marocco. Pietro Tranchina, 22 anni, ha intrapreso una strada tutta nuova, per portare in alto i colori della mamma, appunto di origine marocchina. Oggi non è più nei Giovani, Pietro è diventato Senior e davanti a sé ha un grande sogno da realizzare: partecipare ai Giochi Olimpici di Milano Cortina, in programma ormai tra meno di sei mesi.

«Sono legato alla terra di mia mamma e voglio dimostrare il mio valore, così ho deciso di cambiare – racconta – Sì, nella mia testa ci sono le Olimpiadi, ma anche la Coppa del Mondo e la Coppa Europa». Non ha bisogno di punti o qualificazioni. Pietro ne ha poco più di 36 in slalom, circa 93 in superG; 23 in gigante, che ha confermato anche a metà luglio in Cile, dove ha vinto la gara di El Colorado, andando a precedere l’americano Bradshaw Underhill e un ragazzo che conosce molto bene, Denni Xhepa, una vita con il Sestriere e da qualche stagione in gara per l’Albania. 

Pietro invece continua a difendere i colori del Claviere, ma a El Colorado per la prima volta ha gareggiato per il Marocco. Ora si allena con Apex 2100, un’academy che fa base a Tignes e che riunisce sciatori provenienti da tutto il mondo, ognuno con i propri obiettivi da raggiungere. E là, a seguirlo, ha trovato due volti conosciuti nel panorama dello sci alpino. Sono i tecnici Corrado Momo e Andrea Borgato, entrambi piemontesi. Corrado ha iniziato l’avventura in Apex lo scorso anno, Andrea è arrivato in primavera insieme a Pietro. «Ho fatto questa scelta perché nella mia zona ci sono troppi sci club per allenarsi – dice – Ho svolto una prima stagione Senior a casa, ora mi sono spostato». 

Il podio di El Colorado

Vive a Cesana Torinese, ma è spesso in giro per allenarsi. Insieme ad Apex è stato in Cile fino al 5 di agosto, per poi trasferirsi sulle piste di Ushuaia dove ci resterà fino a giovedì. «Mi piace girare il mondo – racconta – Le condizioni in Sudamerica? In Cile non abbiamo trovato molta gente, però poca neve e di base molle». 

Lavora su una sciata agile, semplice, puntando molto sul gigante. «Sto provando a sciare molto alto». Come in alto punta, perché non ci gira intorno e vuole indossare quel pettorale a cinque cerchi nelle gare olimpiche di Bormio. La strada è tracciata, il Marocco ha già un posto assegnato per il settore maschile. E se si guardano i punteggi degli atleti, di dubbi ve ne sono pochi. Pietro è vicino ai cento al mondo in gigante. 

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