Tra recupero mentale e fisico, la resilienza di Aleksander Aamodt Kilde

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La data la conosciamo tutti: 13 gennaio 2024. Anche il luogo è noto: la pista di discesa di Wengen in Svizzera. A chiudere l’immagine che stiamo dipingendo rimane il protagonista: Aleksander Aamodt Kilde. Il norvegese classe ‘92 è stato tra i discesisti più veloci degli ultimi anni. La prima vittoria è arrivata in Coppa Europa nel 2013 nel super G di Val-d’Isère. 

Da quel momento, il più vichingo tra i vichinghi ha iniziato a macinare podi e risultati, fino a diventare uno degli atleti norvegesi più vincenti di sempre. Tutto questo fino al gennaio del 2024, quando la caduta rovinosa prima del traguardo di Wengen l’ha fermato per le numerose conseguenze. Un polpaccio aperto in più parti, una lussazione alla spalla e, dopo diversi mesi, un’infezione sempre a quest’ultimo arto che ha allungato di molto il rientro sulle piste di Coppa del Mondo. 

Il processo di riabilitazione è stato lungo, ma ora Kilde è tornato sugli sci. Passo dopo passo, discesa dopo discesa, l’atleta norvegese ha ripreso fiducia ed è pronto ad affrontare le tante gare che ancora deve aggiungere al palmares. «Al momento sono nell’ultima fase di preparazione per essere pronto al rientro – spiega Aleksander Kilde – fisicamente mi sento forte e psicologicamente penso di essere a un ottimo punto. È stato un percorso lungo dall’incidente a oggi, ma sono finalmente tornato sulla neve e sto testando i miei limiti un passo alla volta». 

Focus su forza e stabilità

Il ritorno sulla neve è stato frutto di allenamento intenso nella stagione estiva. «Il focus principale è stato su forza e stabilità, specialmente nella parte superiore del corpo e della spalla – ha aggiunto – ho dovuto essere paziente e tornare ai movimenti basici, lavorando su equilibrio, controllo e tutti i piccoli dettagli che di solito sono scontati». 

A questo percorso, si è aggiunto anche un cammino d’introspezione sportiva. Il norvegese ha sottolineato che parte del lavoro è stato anche «un recupero mentale in cui era necessario visualizzare le discese e ricreare l’abitudine alla velocità». 

Un anno lontano dallo sci e dalle competizioni è stato un periodo lungo in cui il campione nordico ha riflettuto sui piccoli dettagli che più gli sono mancati.

«Corsa, velocità, focus e persone sono le cose di cui ho sentito maggiormente la mancanza nel periodo di riabilitazione. Quando sei costretto a uno stop obbligato, inizi a riflettere su quanta energia lo sport ti trasmette e quanto quest’ultimo sia parte della propria persona».

Le colonne portanti 

Famiglia, amici, team e Mikaela Shiffrin sono state le colonne portanti che hanno supportato Kilde a partire da gennaio 2024. «Essere a casa mi ha dato occasione di riflettere sulle piccole cose – sottolinea ancora – Mikaela è stata estremamente di supporto, lei sa bene cosa voglia dire tornare in pista dopo un infortunio».

A gennaio 2026, un solo mese prima dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, saranno due anni che il campione nordico è fuori dal circuito di Coppa del Mondo. Anche se non si sa ancora se l’atleta riuscirà a mettere gli sci ai piedi per competere nella discesa libera sulla Stelvio, l’intenzione è quella di continuare il percorso per essere pronto a prendere la decisione di gareggiare. «Prima di tutto voglio recuperare forza: se riuscirò a sciare liberamente e a essere in forma, allora le Olimpiadi saranno sicuramente una grande motivazione». 

Kilde dunque si prepara al grande rientro ed è stato incontrato da Level a Sölden, per la messa a punto degli ultimi materiali, prima di tornare in gara. Informazioni: levelgloves.com

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