Ci sono giacche di tutti i colori che nascondono tradizioni e culture diverse. In mezzo ai tanti addetti ai lavori, si nascondono anche diversi tecnici italiani che sono andati all’estero, magari dove lo sci alpino non è proprio di “casa”. A Losanna si è conclusa da poco la cerimonia di inaugurazione, le nazioni sono in coda all’ingresso della metropolitana per fare ritorno al Villaggio Olimpico. E ritroviamo una vecchia conoscenza delle gare Children e dell’ambiente italiano. È Attilio Perona, tecnico piemontese che dopo aver allenato diversi sci club di “casa” ha accettato la sfida con la Thailandia che aveva come obiettivo la qualificazione proprio ai Giochi di Losanna. «Eccoci qui, ci siamo qualificati e siamo qui a Losanna» dice poco prima di salire sul metro. 

Nicolò Carpentieri invece è un maestro di sci valdostano e da due stagioni lavora con l’Argentina. Fa lo skiman della squadra giovanile e anche lui è a Losanna con lo staff al completo. 

Nicolò Carpentieri

E poi ci sono i cileni, sempre più italiani. Davide Maquignaz rimane sulla Coppa del Mondo, mentre il gruppo giovani è seguito da Anthony Casula di Claviere e da Giorgio Fantini, bergamasco che da dieci anni ha scelto di vivere a Courmayeur. «Da tre stagioni facciamo base in Italia – dice Casula – sfruttando le piste della Val di Fassa». 

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