Marcel Hirscher ©Gabriele Pezzaglia

Un altro week-end di grande sci è alle spalle. E che week-end! L’Italia è protagonista, non solo grazie ai suoi atleti, ma soprattutto grazie alle splendide località dolomitiche che ospitano le gare di fine anno. Manca la neve naturale, ma le piste sono perfette, sia in Val Gardena che Val Badia. Il tempo è splendido e il pubblico non manca. Insomma, un altro successo organizzativo.

Florian Eisath ©Agence Zoom
Florian Eisath ©Agence Zoom

MAGICO EISATH – Tanti gli spunti dopo quattro giorni così intensi. Su tutti verrebbe da celebrare il fantastico podio di Florian Eisath di cui si è già parlato molto e per non ripetersi, ci limitiamo a ribadire un unico concetto: strameritato! Vogliamo invece concentrarci su due protagonisti che non smettono mai di impressionare.

Aksel Lund Svindal ©Agence Zoom
Aksel Lund Svindal ©Agence Zoom

SVINDAL INOSSIDABILE – In Val Gardena, davanti a tutti ci mettiamo Aksel Lund Svindal, già sul podio in Val d’Isere e secondo nella discesa di sabato. Viene da chiedersi quanto avrebbe vinto in carriera senza i gravi infortuni subiti. Ogni volta torna e non delude. Forte e competitivo da subito anche questa volta, nonostante i roumors estivi facessero pensare addirittura al ritiro. Un atleta straordinario al quale devono molto i suoi compagni Jansrud e Kilde che forse non sarebbero dove sono senza essere cresciuti con uno dei migliori esempi della storia dello sci. In super G non è giornata. Nonostante vada forte, alcuni errori compromettono la gara e l’ultimo di questi risulta fatale, con un bel rischio, inforcando a più di 100 km/h. Alla fine può essere contento di essere sano e salvo.In discesa è un’altra storia. Attacca alla morte e non sbaglia nulla se non l’entrata al Ciaslat, lungo di linea, ma sempre sciolto e potente allo stesso tempo per limitare i danni. In quel parziale, tutti guadagnano parecchi decimi sul campione norvegese, per poi perderli nel settore finale, interpretato con traiettorie perfette e velocità nettamente superiore agli altri. Solo l’austriaco Max Franz lo supera di poco al traguardo, ma il capolavoro di Svindal, errore compreso, è memorabile. Se la salute lo assisterà, siamo certi regalerà spettacolo alle grandi classiche e ai Mondiali di discesa e super G.

©Agence Zoom
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HIRSCHER PADRONE – Marcel Hirscher è il re in Alta Badia. Non vogliamo nemmeno considerare l’eliminazione al primo turno nel parallelo, evento tanto spettacolare quanto poco correlato ad uno slalom gigante vero e proprio. Non ci sono più parole per questo fuoriclasse. Vince, stravince e quando va male, fa podio. Talvolta si sente parlare di Pinturault e Kristoffersen in fase di sorpasso, ma la realtà dei fatti è che l’austriaco non sbaglia un colpo, con una costanza di rendimento imbarazzante. Oltre al talento smisurato, con il passare degli anni dimostra enormi capacità di adattamento ad ogni situazione di neve, pista, tracciato, visibilità, materiali e chi più ne ha più ne metta. Un grande testatore, in grado di cambiare scarponi e sci tra una manche e l’altra a seconda delle condizioni che si presentano. Un atleta capace di andare spesso in progressione, della serie, quando sembra che parta forte, è in grado di stupire con un finale ancor più incisivo. E soprattutto, una forza mentale che sembra impossibile da scalfire. Non dimentichiamoci che sempre più spesso porta sulle spalle il fardello di salvatore della patria, quell’Austria dove lo sci è sport nazionale. Ma non sembra mai condizionato, anzi, appare glaciale, fino al punto da risultare quasi antipatico a parte dei tifosi. Ma su quest’ultimo punto, non vale proprio la pena discutere. Con Hirscher è giusto guardare ai risultati e allo spettacolo, elementi che non mancano mai.