Una sola donna al comando, la sua bandiera è a stelle strisce, viaggia in missione per conto degli Stati Uniti e di… sé stessa, visto che all’orizzonte c’è il sesto trionfo in Coppa del Mondo, impresa riuscita solo ad Annemarie Moser-Pröll tra il 1971 e il 1979, e una sorta di riscatto ai Giochi dopo le delusioni del 2022 a Beijing (6 gare, tre uscite, zero medaglie).
Ovviamente parliamo di Mikaela Shiffrin, la GOAT dello sci e forse anche di tutto lo sport femminile. Mai visto nessuno come lei, quanto meno sulla neve. Ha di nuovo aperto la stagione con 5 vittorie consecutive in slalom (fanno sei se contiamo sul Valley, lo scorso marzo), come nel 2018-2019. Va a caccia del 10 su 10 in slalom in questa annata 2025-2026, impresa finora irrealizzata nella storia di questa specialità.
In classifica generale, stante la sua grandezza e le assenze di Lara Gut-Behrami e Federica Brignone, le due principali rivali del recente passato, non ha avversarie. Il suo bottino attuale deriva soprattutto dai rapid gates, ma in gigante comunque in 5 gare è stata due volte quarta, due volte sesta. Non si fida ancora in condizioni di visibilità piatta, la sensazione è che tornerà al top anche in questa specialità, dove comunque detiene il primato di vittorie assolute in Coppa (22). E la rivedremo pure in superG (a St. Moritz non è andata a punti). Insomma, è difficile che qualcuno possa contrastarla per la classifica overall, nonostante lei si faccia vedere veramente poco in velocità.

A parte l’austria Magdalena Egger, super vincente a livello giovanile che ha trovato il primo podio nel circuito e la propria dimensione in velocità, non ci sono state grandi novità in stagione finora, se non… il trionfo storico, ma comunque atteso, della 41enne Lindsey Vonn in discesa a St. Moritz. Per giunta dominando. L’atleta più anziana di sempre (uomini compresi) a trionfare nel Circo Bianco. Sciatrice iconica, colei che ha saputo portare questo sport ben fuori dalle piste innevate, sulle passerelle, nello star system, ovunque. Facendo parlare di sé in giro per il mondo, grazie anche alle sue amicizie con i fenomeni degli altri sport. Vonn ha una storia d’amore infinita con Cortina, dove ha vinto il trofeo Topolino in slalom nel 1999 (prima americana riuscirci), ha ottenuto il primo podio in Coppa del Mondo (2004), raggiunto e poi superato il primato di Annemarie Moser-Pröll all’epoca (62 successi nel circuito maggiore) nel 2015. A febbraio punta a rivincere un oro olimpico 16 anni dopo il primo.

Finora sono state disputate 15 gare nella Coppa 2025-2026 al femminile: 5 giganti, 5 slalom, 3 discese, 2 superG. Shiffrin è saldamente al comando della generale e della classifica di slalom, per il resto è sfida aperta nelle altre coppe di specialità. Da rimarcare che nove competizioni sono state vinte dalla combo Stati Uniti/Nuova Zelanda, cioè da due continenti diversi, extra europei.
Molto bene l’Austria, come non accadeva dal 2014-2015: Scheib è la miglior gigantista al mondo attualmente, Cornelia Hütter si conferma atleta vincente, anche se per ora meno costante rispetto alle ultime due stagioni. Cresce Emma Aicher, come previsto, pur fa alti e bassi (ma vanta due podi in slalom e un successo in discesa, unica vera polivalente rimasta in giro) e Robinson ha centrato il primo urrah della carriera in superG, anche questo nell’aria. Con Sofia Goggia restano le principali candidate per il podio della classifica generale, dato che disputano almeno 3 (Goggia e Robinson, che in discesa si vede, anche se non sempre) se non 4 specialità (Aicher).

Molto costante Lara Colturi in slalom, è salita di colpi Camille Rast nell’ultimo mese e anzi attualmente risulta la migliore se mettiamo assieme rapid gates e porte larghe, pur non avendo ancora vinto. In crescita la campionessa olimpica in carica di gigante Sara Hector, brusco passo indietro invece per Zrinka Ljutic, si dice anche per un errato cambio del canting dello scarpone, compiuto comunque dal suo staff.
E l’Italia? Per podi e trionfi si aggrappa alla sempre vincente Sofia Goggia, che forse non ha ancora raccolto per quanto seminato, ma che al di là del successo di Vonn a St. Moritz sembra comunque averne più di tutte in discesa, pur essendosi imposta fino “solo” in superG (a Val d’Isere). A gennaio avrà ben tre tappe veloci a disposizione, Zauchensee, Tarvisio, Crans Montana. Le assenze di Brignone (soprattutto) e Bassino ovviamene pesano in un bilancio a tinte azzurre, quanto meno si è vista una crescita esponenziale di Lara Della Mea (che da giovane prometteva molto bene) e pure di Asja Zenere, per quanto spesso bloccata purtroppo da acciacchi fisici di varia natura.

Sempre costante Laura Pirovano in attesa del primo podio in Coppa, attenzione a Elena Curtoni, che sta bene e può salire di colpi a gennaio. Sicuramente competitiva in superG, deve crescere in discesa. Elena ha già vinto a Cortina, in superG, nel circuito maggiore. E’ capace di tutto ai Giochi. Si vede però linfa vitale dietro, per il futuro: Trocker e D’Antonio, al di là delle prime gare già disputate in Coppa del Mondo, possiedono sciata, personalità, sfrontatezza, gioventù e fisicità per poter sognare una carriera da protagoniste nel circuito maggiore, 17 e 16 anni rispettivamente. L’importante è saperle gestire bene in questa fase delicata tra Nor-Am, gare FIS e debutto al top. Cioè nel delicato passaggio al mondo “delle grandi”.
Per il resto si attende il ritorno di Federica Brignone in Coppa del Mondo, che potrebbe avvenire nella seconda metà di gennaio. Prima di lanciarsi verso i Giochi Olimpici. Da protagonista? Vedremo. Difficile un recupero volante di Petra Vlhova, che difende il titolo olimpico in slalom speciale, anche se non impossibile. Purtroppo non saranno della partita a Cortina d’Ampezzo, Lara Gut-Behrami, Lauren Macuga, Andreja Slokar, Neja Dvornik, Michelle Gisin, Clarisse Breche, Marta Rossetti, Lisa Nyberg, al 99% Marta Bassino (restiamo con un 1% di speranza), tra le altre.





