Schneider e Nef, le leggende svizzere “spingono” al rientro Gut-Behrami. La porta resta aperta

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Lascio o ritorno, per un “the last dance”, un ultimo ballo, soprattutto con i Mondiali in Svizzera nel 2027? Presto per capirne di più, ovviamente ma Lara Gut-Behrami ha lasciato aperto le porte della speranza, pur in un momento ovviamente difficile emotivamente dopo l’infortunio subito in allenamento a Copper Mountain durante un allenamento in superG che le farà saltare di fatto quasi interamente la stagione olimpica, dopo aver esordito sul Rettenbach subito con un podio. Un peccato enorme per una delle più grandi campionessa mai espresse da questo sport. 

L’infortunio è tosto: rottura del legamento crociato anteriore, di quello interno e del menisco del ginocchio sinistro per la 34enne ticinese, capace di vincere tutto in carriera. La sciatrice di Comano verrà operata settimana prossima, ma ha fatto sapere che non è ancora un ritiro il suo (come previsto inizialmente al termine di questa stagione): «Il mio obiettivo è recuperare completamente da questo infortunio e ritrovare le mie prestazioni. Solo dopo saprò cosa mi riserverà il futuro», ha fatto sapere lei nel comunicato ufficiale di Swiss-Ski. La ticinese potrebbe, se recuperata al 100%, puntare come detto ai Mondiali casalinghi di Crans-Montana 2027. 

Intanto arriva un incoraggiamento a continuare, laddove sia possibile, da parte di due leggende allo sci svizzero. Vreni Schneider, tre coppe generali, tre ori olimpici, e Sonja Nef, campionessa iridata 2001 in gigante, bronzo ai Giochi 2002. Gut-Behrami e Schneider per altro condividono lo stesso numero di podi nel circuito maggiore, 101. Quota toccata lo scorso ottobre da Lara. «È molto triste. Soffro con Lara», dice Verena detta Vreni al Blick. E aggiunge: «Ma ora non si tratta di record, bensì solo di farla tornare in salute e in forma. Le auguro di cuore tutto il meglio!». Con 48 vittorie in Coppa del Mondo, Gut-Behrami è la numero 2 in Svizzera dietro proprio alla Schneider (55). «Sono dell’opinione che non si possano confrontare epoche diverse. Ed è giusto che sia così». Ai suoi tempi, l’assistenza medica non era così avanzata come oggi. Questo incoraggia Schneider a credere che Gut-Behrami possa riuscire a tornare sulle piste: «È una decisione che spetta solo a lei. Ma naturalmente credo che Lara sia in grado di fare tutto», afferma la campionessa di Elm. 

Vreni Schneider ©Agence Zoom
Olimpiadi Invernali, Albertville (FRA) febbraio 1992. Vreni Schneider impegnata in slalom gigante ©Agence Zoom

Anche Sonja Nef (53 anni oggi) mantiene viva la speranza: «Lara fa bene a non prendere ancora una decisione definitiva. Sarà determinante anche l’esito dell’operazione e ciò che potrebbe emergere. Spero solo che la cartilagine del ginocchio non sia danneggiata, è molto importante». Un’altra leggenda dello sci, Bernhard Russi, oro iridato 1970 e olimpico nel 1972 in discesa libera, resta positivo: «Vedo un ritorno come una possibilità. D’altra parte, ha già pianificato la sua vita dopo la carriera con l’impegno presso Ka-Ex e ha in programma di vivere con suo marito a Londra. Deciderà lei cosa è giusto fare». 

Nef in carriera si è strappata due volte il legamento crociato anteriore delle ginocchia, a 16 e a 30 anni. Anche nel periodo intermedio il suo ginocchio le ha causato grossi problemi. «So quanto sia difficile rimettersi in gioco. Ci vuole tanta sudore. Prima di questo inverno Lara ha dedicato tutta sé stessa allo sci. Era in ottima forma, avrebbe potuto vincere la Coppa del Mondo generale e l’oro olimpico a Cortina. E poi è successo questo. Sarà difficile riempire il vuoto lasciato da Lara. Indipendentemente da quando si ritirerà», conclude Nef.

Sonja Nef ©Agence Zoom
Sonja Nef ©Agence Zoom

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