Il coach Roberto Saracco, Hannes Zingerle e lo skiman Tiziano Vuerich

«Le decisioni più importanti della vita, uno ci mette un po’ a prenderle». Roberto Saracco è dispiaciuto di aver lasciato il gruppo azzurro e allo stesso tempo spiega che non c’è nulla di «scandalistico» dietro a questa scelta. Il tecnico limonese che fino a qualche ora fa seguiva i gigantisti azzurri – incarico che gli era da poco stato confermato dopo la prima stagione archiviata – vuole stare più casa. «Non ho nulla contro la Fisi, lo staff e gli atleti, mi sono sempre trovato benissimo in questi tre anni in squadra nazionale». E alla domanda se seguirà Carlotta, Edoardo e l’Equipe Limone, risponde in modo naturale: «Non cambia lavoro, resto allenatore…». Nell’immediato futuro di Saracco, ormai il nuovo presente, dunque ci sarà il suo sci club e i suoi figli, la prima esclusa dalle squadre nazionali (come gran parte del gruppo tecnico di Coppa Europa), il secondo in rampa di lancio e convocato a gennaio ai Giochi Olimpici Giovanili di Losanna 2020. 

«Finché c’è stato il lockdown non ti accorgi, eravamo chiusi in casa – aggiunge -. Poi tutto è ricominciato quasi alla normalità e anche i pensieri sono riniziati». In questi giorni ha parlato con Roberto Lorenzi e Massimo Rinaldi, poi con i ragazzi, per salutarli e ringraziarli. 

La stagione delle squadre di Coppa del Mondo è ormai prossima a partire. E nel gigante c’è un grosso tassello da riparare con urgenza, anche se alle prime uscite la squadra sarà traghettata da Roberto Lorenzi. La squadra di gigante negli ultimi anni è quella che ha subìto il maggior numero di stravolgimenti.

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