«Sara è stata brava a gestire le emozioni»

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«È stata brava a gestire le emozioni, credimi non era facile».
Christian Thoma da capo-allenatore della Svezia rosa quasi si scarica dopo la medaglia d’oro di Sara Hector. In fondo anche le svedesi non sono così fredde come si potrebbe immaginare. 

«È stata una settimana, diciamo così, intensa. Sara era tesa, sentiva la pressione. Questa stagione è stata ricca di esperienze nuove per lei, le vittorie le hanno dato morale, ma non era certo abituata a partire da favorita ad una gara dei Giochi Olimpici. E poi mettici che a 29 anni era un’occasione unica da prendere al volo, perché chissà se ci sarà anche nel 2026. In più ci metti il livello altissimo che c’è in gigante, e anche come si è sviluppata la gara, con tanto di interruzione: fai la somma di tutto e capisci che quando si è presentata al cancelletto di partenza la tensione c’era tutta».

Eppure si è sciolta.
«Ha gestito la seconda manche con tanta maturità. Doveva attaccare all’inizio e poi essere attenta nelle ultime porte. Avevamo visto che c’erano possibili rischi nel finale, così abbiamo deciso per una linea un po’ più lunga, ma più sicura. In quel punto è uscita la statunitense O’Brien, la scelta conservativa era la migliore, certo dovevi arrivare lì con il vantaggio giusto e lei, ripeto, è stata bravissima».

Ma cosa è cambiato in questa stagione?
«È stato tutto un pacchetto che è cresciuto intorno a Sara. Beh, lei ci ha messo del suo trovando grande fiducia e tanta tranquillità. Aggiungi il materiale, con un maggiore feeling anche con lo skiman, e soprattutto il grande lavoro fatto da Pierre Miniotti: è un po’ il braccio destro nello staff, seguendo soprattutto il gigante per un progetto a lungo termine della squadra. Anche lui è stato davvero bravo».

Siete stati bravi. Come festeggerete questa sera?
«Da soli. Noi siamo in hotel, un po’ lontano da tutti, mica al villaggio olimpico….».

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