Alla vigilia delle finali del Grand Prix Lattebusche, andate in scena tra venerdì 13 e domenica 15 marzo, abbiamo incontrato il presidente del Comitato Veneto della FISI, Roberto Visentin. Con un lungo percorso alle spalle – già presidente dello Sci Club Treviso, segretario del Comitato provinciale trevigiano per 16 anni e successivamente presidente per altri 8 – Visentin traccia il bilancio di una stagione decisamente positiva per il suo comitato.
Dalle categorie più piccole fino ai Giovani, infatti, le soddisfazioni non sono mancate per FISI Veneto, e non solo nello sci alpino. Ecco quanto raccontato a Race, in una lunga chiacchierata tra le cime del Mulaz, della Marmolada e del Civetta.
«La fase regionale del circuito Lattebusche, dedicato ai Pulcini – esordisce Visentin – ha raggiunto la 48ª edizione. Si tratta della manifestazione più longeva nel panorama dei circuiti Nazionali. Lattebusche è una realtà profondamente radicata nel territorio, con cui collaboriamo da anni, e l’obiettivo è ambizioso: arrivare almeno al traguardo del 50° anniversario. Da sempre, inoltre, dedica grande attenzione alle categorie più giovani, contribuendo a creare un ecosistema sano e positivo tra famiglie, attività agonistica e territorio».
Esistono iniziative simili anche in altre Regioni, ma il Lattebusche – sottolinea Visentin – rappresenta qualcosa di unico: «Da 48 anni viene riproposto con continuità, sempre con lo stesso sponsor, in partnership con FISI Veneto. Un supporto fondamentale, che ci consente di seguire i ragazzi con attenzione, metodo e qualità».

La manifestazione quest’anno ha coinvolto circa 650 partecipanti da tutto il Veneto. «È un circuito estremamente sentito. Alle finali si arriva dopo cinque tappe distribuite nelle quattro circoscrizioni del territorio, da Asiago a Cortina» prosegue Visentin. Un progetto nato da «un’intuizione lungimirante di Ivano Giopp, ancora oggi ricordato con due premi sportivi riservati ai Pulcini», che nel tempo si è evoluto: «Dalle poche gare iniziali siamo arrivati a una proposta articolata, con diversi format».
Lo sguardo si allarga poi alle categorie Children e Giovani. Dice Visentin: «Il circuito Children, sponsorizzato da Net Insurance, ha appena concluso le gare di superG e skicross. Le finali regionali si sono tenute il 28 e 29 marzo con gigante e slalom. Nel frattempo abbiamo vissuto un’ottima esperienza all’Alpe Cimbra, con prestazioni di assoluto rilievo nella categoria Ragazzi. Sul territorio abbiamo organizzato 11 weekend di gare FIS NJR, sempre molto partecipate».

Non solo sci alpino: il fermento coinvolge tutto il movimento. «Il Comitato Veneto è molto attivo anche nelle altre discipline. Lo sci nordico ha trovato una nuova dimensione grazie al direttore tecnico, riconfermato dalla scorsa stagione, e i risultati sono evidenti. Lo sci alpinismo si sta distinguendo a livello nazionale, con atleti di grande talento. Anche lo snowboard, pur con numeri più contenuti, sta dando segnali incoraggianti: proprio qui a Falcade abbiamo festeggiato la medaglia olimpica di Lucia Dalmasso. Il biathlon sta dando positivi segnali, infine nello skicross, stiamo sviluppando un progetto di promozione condiviso con il Trentino».
L’attenzione del Comitato è costantemente rivolta all’attività giovanile di tutte le discipline, con l’obiettivo di promuovere e sostenere uno sviluppo sempre più qualificato e diffuso. Numerosi atleti hanno inoltre meritato la convocazione nelle squadre nazionali e l’inserimento nei gruppi di osservazione della Federazione, oltre che nei corpi militari, a testimonianza di un lavoro di squadra tra comitato e club, svolto ai massimi livelli, con il supporto di tecnici di comprovato valore.
A ulteriore conferma della qualità e dell’efficacia del lavoro svolto, il Comitato Veneto si conferma nuovamente al primo posto a livello nazionale per numero di tesserati FISI. «Si tratta di un risultato di grande rilevanza, che rappresenta un importante segnale di fidelizzazione nei confronti della Federazione e testimonia l’efficacia dell’attività di promozione svolta sul territorio, nonché l’impegno e la qualità del lavoro portato avanti dai club» conclude Visentin.



