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Il sogno ‘Coppa del Mondo‘ generale è tutt’altro che tramontato. Del resto, pur in attività (e vincente) fin da giovanissima, Viktoria Rebensburg è ‘solo’ classe ’89. Tredici vittorie e 33 podi complessivi nel circuito maggiore, oro olimpico in gigante a Vancouver 2010 (bronzo a Sochi 2014, argento ai Mondiali di Vail/Beaver Creek 2015, tre ori e cinque medaglie iridate jr.). Insomma, una carriera già ricca di tanti successi, eppure le motivazioni non mancano di certo alla bavarese. Ecco i suoi pensieri rilasciati al sito ufficiale FIS.

Viktoria, com’è andata dopo l’infortunio di ottobre e la riabilitazione?

«Già ad agosto 2016 a dire il vero ho sofferto di problemi alla schiena e per quello sono riuscita ad allenarmi solamente tre giorni nelle discipline veloci. Poi abbiamo avuto problemi con il meteo a Saas-Fee e infine ho subito la frattura non scomposta alla tibia, dopo una caduta, a pochi giorni da Sölden. Tutto ciò ha fatto sì che fosse impossibile completare la preparazione al meglio».

Viktoria Rebensburg in stampelle (@Pag. FB ufficiale Rebensburg)

Terza in classifica generale al termine dell’annata 2015-2016, aveva probabilmente aspettative molto alte per l’ultima annata…

«Purtroppo non ho mai trovato ritmo e costanza nella preparazione e allo stesso modo non sono riuscita a portarle poi in gara. Sono stata costretta ad andare oltre i limiti fisici più volte durante l’ultima stagione. Le prime tappe sono state davvero difficili per me, poi sono riuscita ad alzare il mio livello a Garmisch-Partenkirchen e anche ai Mondiali, tutto sommato. Ho ritrovato quanto meno una buona velocità di base e discrete sensazioni, ma senza la costanza necessaria per competere al massimo livello, situazione dovuta principalmente alla mancanza di preparazione adeguata in estate. In più, non ho avuto nemmeno i… centesimi dalla mia parte, basti pensare ai quarti posti di Cortina, St. Moritz e Aspen».

Alcuni risultati positivi comunque non sono mancati nel 2016-2017. Qual’è stato il momento più alto dell’ultima stagione per lei?

«E’ stata una bella sensazione salire sul podio sia a Semmering che a Garmisch-Partenkirchen. Certo, rivincere una medaglia ai Mondiali sarebbe stato il massimo, ma non sono riuscita a farcela, questa volta».

Lara Gut, Lindsey Vonn e Viktoria Rebensburg sul podio in discesa a Garmisch-Partenkirchen 2017 (@Zoom agence)

Dopo due medaglie a Cinque Cerchi, di cui una d’oro a Vancouver 2010, come si sente alla vigilia di un’altra annata che prevede le Olimpiadi come momento clou?

«Cercherò di essere… in pole position! Il mio sport è così, l’obiettivo non cambia mai: gareggio sempre per conquistare una medaglia».

Una giovanissima Rebensburg (classe ’89) nel 2009

Come giudica la sua esperienza a Jeongseon, nelle gare preolimpiche?

«Positiva, è importante aver gareggiato lì e provato il tracciato. E’ stato anche divertente, la pista è molto bella e non vedo l’ora che arrivino i Giochi Olimpici…».

Cambierà qualcosa nella preparazione proprio per le Olimpiadi o no?

«No, perché ogni singola stagione necessità la preparazione migliore possibile. Quindi, come sempre, utilizzerò l’estate per allenamenti intensi e un programma molto fitto».

Viktoria Rebensburg (@Pag. FB ufficiale Rebensburg)

E’ di fatto l’unica atlete tedesca a gareggiare in velocità e per questo si allena anche con altre Nazioni. Può parlarci di questa collaborazione?

«Ho avuto la possibilità di allenarmi in Norvegia giusto dopo il termine della stagione. C’è un ottimo rapporto tra me, gli atleti scandinavi e i loro allenatori, per questo ho sfruttato una chance importante. Pre me è sempre importantissimo misurarmi con le migliori colleghe al mondo per capire a che punto sono. In più, si possono confrontare stili e metodologie differenti».

Dove trova le motivazioni pur avendo già avuto una carriera molto vincente?

«Cerco semplicemente di migliorare ogni giorno, di andare oltre i miei limiti, spingerli al massimo, e fare sempre meglio. Poi certamente amo i paesaggi, le montagne, la neve. Non c’è niente di più bello al mondo, per me, che stare in montagna e non importa se a casa, in Canada o Argentina. E’ un modo per vivere l’immensità della natura e la libertà».

Ana Drev, Viktoria Rebensburg e Tina Weirather sul podio in gigante a Maribor nel 2016 (@Zoom agence)