Rebensburg: 'A Sochi ho sciato… con il cuore!'

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La tedesca: 'Polmonite? Il momento più difficile della mia carriera'

La broncopolmonite, che l’ha bloccata per mezza stagione, l’ultima, mettendo anche a rischio la partecipazione olimpica; il ritiro di Maria Hoefl-Riesch; il suo consequenziale nuovo ruolo di leader all’interno della squadra femminile tedesca; la resurrezione a Cinque Cerchi, con un bronzo in gigante di grande valore; il cambio di materiali. Insomma, c’è tutto. In una bella intervista rilasciata al sito www.skionline.ch, Viktoria Rebensburg da Tegernsee, Germania, 24 anni, 10 vittorie (8 in gigante, 2 in superG) e 20 podi in Coppa del Mondo, campionessa olimpica di gigante a Vancouver 2010, racconta l’ultima sua incredibile stagione, tra difficoltà e rinascita e guarda avanti con fiducia, dopo cambiamenti importanti. 

MALATTIA – «Tutto è cominciato davvero da un raffreddore innocuo, dopo il podio a Solden, ero anche partita per l’America in buona forma. Purtroppo poi la situazione è peggiorata e mi sono dovuta fermare per alcune gare, fino allo scoperta dell’infiammazione polmonare. Uno dei momenti più difficili della mia carriera, ma oggi posso dire che anche da questo problema ho tratto una lezione importante. Ho sempre cercato di rimanere comunque tranquilla, concentrata, paziente, di mantenere il sangue freddo e non perdere mai la fiducia. Inevitabile per me saltare alcune prove, solo da Cortina in poi sono tornata in discreta forma». 

SOCHI 2014 – «Dopo una stagione così difficile, una soddisfazione enorme, per me. E’ stato davvero bello tornare sul podio olimpico, anche perché quello di Sochi era il mio primo gigante dopo tanto tempo, uno dei motivi per cui nella prima manche ho fatto fatica, mi mancavano delle certezze. Nella seconda, invece, è andata veramente bene. Ci ho messo il cuore. Sì, è stato bellissimo». 

NUOVI MATERIALI – «Mi son trovata subito bene durante i test con Stöckli, che ha una squadra piccola, ma molto ben organizzata, con un team dilavoro anche per le discipline veloci. Non vedo l’ora di tornare ancora sulla neve con questi sci per poter prendere ulteriore confidenza. A metà agosto partiremo per tre settimane in Cile».  

LEADERSHIP – «E’ già capitato in passato che all’interno della nostra squadra ci fossero passaggi di ruolo importanti, da Seizinger a Ertl, da Ertl a Riesch, per esempio. Adesso tocca a me e si tratta di una situazione nuova, certo, ma credo di aver accumulato la giusta esperienza per questo ruolo, sinceramente mi piace l’idea di raccogliere il testimone da Maria…»

 
 

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