Razzoli: «L’avventura continua, i sogni stimolano ad andare avanti»

 I sogni ti aiutano. Se poi sono fattibili, se non sono impossibili, ancora meglio. I sogni stimolano, spingono, caricano. Giuliano Razzoli sogna ancora. Trentasette anni e nonostante tutto non vede la fine della sua avventura. «La mia avventura continua, i sogni stimolano il mio viaggio. Almeno un altro inverno agonistico, desidero ancora togliermi delle soddisfazioni dopo la passata stagione così esaltante». Sogna Razzo, sogna un altro capolavoro. Podi e vittorie, quell’oro di 12 anni fa in Canada nello slalom olimpico. A febbraio per due maledetti decimi ha perso il bronzo a cinque cerchi in Cina, ma quella prestazione comunque al vertice, quelle lacrime e quei messaggi del dopo gara ci hanno regalato un’altra giornata da non dimenticare che è valsa una medaglia. Razzo è capace di lasciare sempre il segno. Lo fa a priori: campione sugli sci certo, ma anche una personalità, un carattere, un atteggiamenti che piace. Eccome se piace.

Il reggiano ha presenziato a Pietrasanta a 3Tre In Tour con il presidente del comitato organizzatore Lorenzo Conci (il mitico slalom a Madonna di Campiglio il 22 dicembre). Continua: «Lo sport, lo sci, insegna che non bisogna mai arrendersi. Ci sono più sconfitte che vittorie per un atleta, ma i successi sono quelli che premiano dedizione e sacrifici, nutrono la voglia di fare ancora meglio. Poi ci sono i sogni, quelli alimentano e muovono tutto. Quali sono i miei sogni? Sono consapevole di poter fare ancora bene ad alto livello. Ci sono i classici appuntamenti di Coppa del Mondo, ci sono i Mondiali». Razzo è un vincente, ma nel suo lungo viaggio anche momenti difficili a causa di infortuni, momenti di forma non esaltanti, incomprensioni. Ma è sempre tornato, ritornato, resuscitato, risorto. Ha mille vite l’emiliano di Villa Minozzo, ha mille risorse. E a proposito, come non dimenticare quando chiuse quinto partendo per sessantanovesimo lo slalom di Campiglio? Era il 2017, era un’altra ripartenza, un’altra battaglia vinta proprio in extremis.

Giuliano non è volato in Argentina con la squadra nazionale. Ha preferito trascorrere questo periodo a casa dedicandosi al lavoro a secco e aggregandosi ad altre compagini azzurre. Chiude: «Niente Terra del Fuoco, preferisco un programma alternativo (come ha fatto un altro senatore, Stefano Grsss n.d.r.). Il 10 è in programma uno stage a Saas Fee con la squadra degli azzurri junior che è guidata da Samuele Sentieri, il tecnico che spesso mi segue quando non sono con il gruppo Coppa del Mondo». Il pubblico della Versilia ascolta Razzo che racconta di un anno pazzesco. Il podio di Wengen, ie Olimpiadi di ieri e di oggi, quella balorda deragliata nel tempio di Kitzbuehel che lo ha tolto dal gradino più alto del podio. «Forse se avevo vinto Kitz, potevo anche lasciare. Invece vado avanti, con entusiasmo e determinazione. Sognando…».

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