Il cielo di Milano oggi è come quello di diciassette anni fa al Passo del Tonale. Luca Moretti l’ho incontrato la prima volta in seggiovia. Ora eccoci a Milano, Terrazza Martini, evento Fisi. Da azzurro di sci a presidenti di APT Livigno: un bel viaggio per Moro, ma anche per me, che mai avrei creduto che quel mondo che stavo scoprendo sarebbe diventato poi anche un po’ il mio. Era probabilmente una delle mie prime trasferte quel giorno in Tonale. Moro è stato il primo atleta della squadra nazionale di sci che ho conosciuto. Moro è stato un riferimento, una guida, un vocabolario. Un amico. Ho seguito la sua carriera, ero suo tifoso. Erano anni a tutta per Moro. Dentro e fuori dal giro azzurro, a lottare per una convocazione in Coppa del Mondo, a strappare un posto. Allenamenti e gare, in squadra B fino a quella mitica squadra A con Giorgione Rocca, Gianchi Bergamelli, Manni Moelgg e il resto della banda dello slalom. Fis, Coppa Europa e i palcoscenici della Coppa del Mondo. Uno slalom ad aprile in Engadina a Sils Maria dove lasciò il segno: un ricordo indelebile di una giornata partita da Livigno nella notte. E poi l’emozione nella start area di Schladming e di Kitzbuehel. Esserci, ossia essere nel vero sci. Anni di esplorazione, di conoscenza. Di esperienze, le prime e quindi indelebili. Poi Moro ha intrapreso la carriera di allenatore in squadra nazionale, è diventato agevolmente istruttore nazionale. Ma non era quello il suo ruolo, troppo stretto per lui. Si è tuffato anima, testa e cuore nel turismo e nelle istituzioni della sua Livigno. E’ diventato presidente di APT. Equilibrato, temperamento da atleta anche con la cravatta. Motivato, determinato, deciso. Ambizioso sicuro, ma mai sopra le parti. Sta guidando Livigno nel completare quell’internazionalizzazione che fa di questo paese una dei modelli non solo del turismo alpino, ma di tutto il turismo. Internazionalizzazione ma con uno sguardo fermo sempre all’Italia. E sopratutto fra i primi manager di turismo che ha compreso che la montagna non è solo neve. Scusate se è poco. Uno dei pochi per cui la comunicazione nn è solo influencer e like. Ma investimenti, progetti, ampio respiro. Vediamo se sarà tirato in mezzo con u ruolo significativo nel percorso olimpico 2026. Staremo vedere. In questo settore può essere una risorsa non solo per Livigno. 

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