#PEZDI – La Testa dei Senior

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Andrea Testa è stato in prima linea con le sue battaglie a ispirare il movimento degli #InossidabiliSenior, quel gruppo sparuto di guerrieri che il mondo della neve vedeva e vede il più delle volte come fumo negli occhi, appestati, scappati di casa. Andrea Testa è la testa della pattuglia. O meglio, lo è stato, dal momento che da tre stagioni ha lasciato l’attività agonistica (e ora si dedica con successo alla carriera di allenatore e maestro, ma questo è un altro discorso che affronteremo in separata sede). Testa è stato una bandiera: motivato da una umiltà impressionante, da un entusiasmo illimitato, da una ingente dedizione al lavoro. Fra gare Fis e Coppa Europa ha cercato di rimanere a galla in un sistema che vede garantiti solo atleti delle squadre nazionali o dei gruppi sportivi militari. Dove gli altri sport iniziano, il nostro finisce. Uno sport, non l’unico intendiamoci, che non applaude a esperimenti privati, a team professionistici, a gestioni alternative. Nello sci a vent’anni sei vecchio se non gareggi in Coppa del Mondo o nei sei inserito nelle file azzurre. Ma c’è qualcuno che lotta contro questa logica senza senso, contro natura, contro ragione. Lo sci sta vivendo anni di abbandono nelle categorie giovanili. La giustificazione del ‘costa troppo’ è secondaria. L’errore è del sistema che vede come obiettivo unico la squadra nazionale, la Coppa de Mondo. Errore. Nel calcio, nel ciclismo, nell’automobilismo esistono serie minori ma comunque circuiti legittimati, riconosciuti, dignitosi, remunerativi. Da noi no. Ma ci sono dei ragazzi che, pur lottando contro gelosia e invidia, continuano a fare il loro percorso di atleti, ad allenarsi, a sudare per una attenzione, un riconoscimento, una convocazione. Che vivono alla giornata nonostante forse il presente sarebbe più certo e sicuro a casa. Loro sono gli #InossidabiliSenior, che hanno il coraggio e il carattere di continuare a gareggiare. Andrea Testa è stato uno di questi. Forse uno degli esempi più lampanti, più accecanti per la forza del messaggio che ha portato. L’età nello sci agonistico si abbassa mostrando una crisi di identità e di numeri. Bisogna cambiare rotta e far in modo che i nostri ragazzi non abbandoni la categoria junior e guardino ai senior come una autentica opportunità di crescita sportiva e umana.

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