Tutta la delusione di Sofia Goggia ©Gabriele Pezzaglia

Lacrime di rabbia, di delusione, di amarezza. Quando Sofia Goggia intravede all’improvviso mamma Giuliana cede in un abbraccio, un po’ come stava per cedere rovinosamente sulla Engiadina dopo una pericolosa spigolata. Da quando si è resa conto della medaglia persa, è un continuo trattenersi dal piangere, un digrignare i denti, una smorfia di rabbia. Si concede alla televisioni e ai giornalisti con estrema professionalità, anche se vorrebbe scomparire, fuggire, spegnersi per tutto il giorno. Quell’abbraccio veloce, perché ci sono da sbrigare le pratiche dell’antidoping con il dott.Panzeri, è un abbraccio allo stesso tempo caloroso e soprattutto necessario. Le serve per ricaricarsi un attimo, riprendersi, scuotersi. Il dopo gara di Sofi è un calvario, una via crucis fino all’uscita. Ma Sofi non se la meritava. Forte di nove podi (per ora), consapevole una stagione splendida, forte delle sue capacità, ha mancato per la terza volta la medaglia. Ma non è finita qua l’avventura di St.Moritz: giovedì c’è il gigante. C’è un’altra possibilità, un’altra gara per riscattarsi insomma, un’altra medaglia in palio. Sofi se la merita, come si merita di vincere. Ma, Mondiali a parte, cara Sofi, pensa alla tua stagione pazzesca, anzi gloriosa. Hai già vinto la medaglia più importante: sei presente e futuro dello sci femminile in Italia. Così è. Coraggio grande, grandissima Sofi…