Con Sina, Manfred e Michael Moelgg

Wengen, Svizzera, perla del Bernese. Posto unico, inimitabile, senza uguali. Non puoi circolarci con la macchina e quando giungi a Lautuerbrunnen sei obbligato a salire sul treno che sale Wengen. Già basta questo per rendere l’idea di come il tempo si sia fermato quassù, come questo posto sia davvero magico, mitico, antologico, leggendario. Quest’anno ecco la edizione numero 87 del Lauberhornrennen, tanta roba. Si apre con la combinata, poi il sabato la tradizionale discesa sul Lauberhorn e domenica lo slalom sulla Almend. Wengen è Wengen, ma Wengen, se sei italiano, è Falken. E’ semplicemente e necessariamente Falken. Prima cosa, non è solo un hotel. E’ una casa, una famiglia, è da sempre il quartier generale della squadra azzurra. Il Falken è un’istituzione, una seconda sala stampa per i giornalisti dove incontri atleti e tecnici, è il crocevia dei destini degli azzurri che gioiscono o piangono dopo aver lottato sul Lauberhorn o sulla Almend, è un punto d’incontro, un luogo dove devi esserci per respirare davvero l’atmosfera della Coppa del Mondo. Il Falken è l’ombelico del mondo dell’agonismo, nonostante sia uno storico albergo della Svizzera e con una clientela internazionale e lussuosa. Ma in questa mezza settimana di gennaio, il Falken diventa un campo di battaglia, un vai e vieni, una base logistica. Falken è allo stesso tempo trendy e vintage, sempre di classe ma comunque innovativo perché è storia ma anche presente. Senza Falken non ha senso Wengen. Lauberhornrennen? Falkenrennen!