Sembrano due giovanotti qualsiasi, due ragazzi normali. Da come si scaldano, si preparano, si concentrano nella start area della Aloch di Pozza di Fassa. Sarà che se hai il fuoco dentro non sei mai domo e ogni battaglia ha un significato, sarà che oggi più che mai c’è voglia di agonismo e sarà anche che c’è uno straripante desiderio di vita in tempo di pandemia dove il Covid-19 non ha risparmiato nessuno (chiedere a Manni per info). Infiniti, eterni, sempiterni, indomabili, più forti di tutto e di tutti. Una vita in squadra nazionale insieme, una vita nell’olimpo dello slalom mondiale a lottare. Vittorie, podi, medaglie, anche un Coppa del Mondo. Manfred Moelgg, Manni. Stefano Gross, Sabo. Senatori, capitani. Esempi. Anni insieme a raccontare in giro per mezzo pianeta loro trionfi e anche le delusioni, perché lo sport come la vita e comunque ogni professione è fatta di altare ma anche di polvere. Sembra che ogni stagione agonistica, ogni inverno di gare, non possa fare a meno dei due ladini. Sono ancora lì con la voglia di spaccare il mondo, come se l’addio al mondo dell’agonismo fosse la cosa più lontana e irreale che ci sia. Giusto così, meglio per noi. Fra mille difficoltà e restrizioni ci sono ancora obiettivi da raggiungere, c’è ancora da graffiare, da mordere. Avanti tutta.